Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <678>
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678
Vittorio Ciati
e avvertiva d'avere scritto al Duelli
di spedire, appena divulgate, 9 copie delie Operette politiche e 6 della Teorica al Boglino, da distribuirsi in dono, conforme alla nota che t'infrascavo.
La nota, che si legge nel verso dell'ultima pagina, può servire a far conoscere il gruppo degli amici torinesi più. devoti all'Esule i cui nomi, del resto, sono quei medesimi che accenna quasi sempre, per saluti e ricordi, in fine di queste lettere. *>
È evidente che la corrispondenza epistolare si fa più rara; si capi­sce che pel Gioberti, il quale ha ormai raccolto materiale sufficiente ed elaborato nella sua mente il disegno del Rinnovamento, dopo sbri­gate le due edizioni, della Teorica e delle Operette politiche, il tempo diventa sempre più prezioso.
Tuttavia, non trascura gli amici torinesi e in particolare il suo buon Monti, la cui salute gli sta molto a cuore, al punto da ispirargli certe velleità da medico curante. Simpatica attestazione di questo suo zelo amichevole è una lettera del 19 novembre, dove la sciatica dell'amico è il punto di partenza per curiose divagazioni che si conclu­dono con due lunghi poscritti, il primo dei quali riguarda un giovane di Rovigo, Gustavo Minelli, capitato a Parigi, in istato di estremo abbandono ; il secondo, è una presentazione del notissimo marchese Giorgio Pallavicino, che era diventato uno dei più intimi dell'Esule ed uno dei più zelanti fornitori di incitamenti e notizie e materiali politici allo scrittore del Rinnovamento.2J
La prima parte di questa lettera merita di essere riferita:
Carissimo. La tua sciatica è come la guerra prossima, chi dice sì e chi no. I tuoi amici dicono, è guarito e sano come un pesce. Tu dici non sono guarito. Io credo più a te che agli amici, e sono inquieto, non per adesso, ma perchè tali malanni, quando si radicano, sono come i Gesuiti, che non vogliono sfrat­tare. Ricorrendo alla omeopatia, m'immagino che avrai consultato il Poetti, che è un hrav'uomo e prode in cotal genere di medicina.
Monsignore è buono, ma non è aquila. Colla sua pastorale si crede di aver salvato Cristo, e ignora che a tal effetto in Francia ci vuol altro che pastorali.
1) Questa, la nota: Operette politiche. 1. Monti. 2. Boglino. 3. Unia. 4, Camiti. 5. Bat­taglione. 6. Bertìnalfci. 7. Dottore Carlo Farmi, autore dello Stato romano. 8. Madama Pogliani. 9. Madama Gondolo.
Teorica. 1. Monti. 2. Boglino. 3. "Unia. 4. Stuardi. 5. Massari. 6. Prof. Tamagnone d i Mond o vi ,
2) È quasi superfluo rinviare al volume pubblicato da B. E. MAINERI, Il Piemonte
negli anni 1850-51-52. Lettere di V. GIOBERTI e GIOBGIO PAuAVicmo, Milano, Rcchiedei, 1875.