Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <679>
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Vincenzo Gioberti e l'ori, abate Giovanni Napoleone Monti 619
Ora egli si riposa, come Domeneddio nel Bettimo della creazione. Ma queste cose-relle possono giovare al Piemonte, per cui non è ancor giunta l'età del diluvio.
In un'altra lettera, dell'8 dicembre, il Gioberti, ringrazia l'amico di quanto aveva fatto pel giovane Minelli ; e, in vena di scherzosa letizia, aggiunge:
Tu hai veramente un cuore da Napoleone (non da presidente). E cono­scendo meglio il giovane, sarai lieto della buona opera. Egli è un giovane d'oro per ogni parte.ll
É dolente però che un ingegno così promettente si perda in un lavoro meccanico , destinato com'era ad occuparsi nella tipografia torinese del Franco. Non dispera di fargli riprendere gli studi; e per questo faceva grande assegnamento sulla generosità dell'abate Aporti, convinto com'è che le ragioni allegate pel rifiuto non sono sue, ma dei ministri o dei primi uffiziali . Questa convinzione lo spinge a presentare ai primi uffiziali e ai ministri le seguenti avvertenze :
1 Non vi son venturieri nelle guerre d'indipendenza : chi dà spontànea­mente il suo sangue alla patria è più nobile e degno di premio che il coscritto.
2 I soldati di Vicenza non erano venturieri e pugnarono sotto il vessillo di Carlo Alberto.
3 Rovigo fu unita al Piemonte. Vero è che non lo è più. Ma di chi fu la colpa ? E se un povero giovane si è compromesso, espose la sua vita, e non può per ragioni domestiche tornare a casa, dee forse portar la pena dei falli piemontesi? Non è il governo del Piemonte obbligato in coscienza e dall'onore a rifargli i danni?
4 A coloro che rovinarono la causa italiana si danno croci, cariche, pen­sioni ecc. e io potrei fare un lungo catalogo di queste promozioni esemplari. Sene danno a chi odia lo Statuto e farebbe ogni opera per abolirlo. E si rifiuterà una miseria a un povero giovane che diede il suo sangue alla causa italiana? I ministri non pensano che alla pace e a restringere l'esercito. E il re dice a tutti quelli che vanno a visitarlo ch'egli arde di desiderio di ricominciar la guerra dell'indipen­denza e che, se l'occasion si presenta, è pronto a farlo nella prossima primavera. Come va questa faccenda? A chi dobbiam credere? Al re o a* suoi ministri?
i) In altra lettera, pure al Monti, del 5 ottobre (la XII di quelle pubblicate dal Ferraris) aveva scritto argutamente all'amico Napoleone ebe dirigeva il Collegio nazionale : Monsieur le dixecteor. Scusa, caro, se per un gallicismo involontario bo cominciato la lettera in fran­cese e mi sono rivolto al tuo direttorato. Ma tu sei un Napoleone d'oro, e quello di qui non vale mi fico '.
2) Cosi si designavano allora gli attuali sotto-segretari di Stato.