Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <682>
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682
Vittorio Cian
E proseguiva:
Il tempo continua a essere meraviglioso. Monsignor SiLourt ') diede inori una nuova pastorale contro i preti che politicano; la quale spiacque agli abitatori dei campi elisi, come quelli che fanno assegnamento sui chierici pel futuro im­perio. I giornali e fra gli altri la Presse, la rapportarono, e ti mando il foglio in caso ti piaccia di averla...
Mentano anche d'essere trascritte le righe con cui il Monti chiu­deva una lettera del 26 febbraio, sicuro di far cosa gradita all'azoico:
Noi continuiamo ad avere gli occhi rivolti verso la Francia, e moltissimi tra gli Italiani li tengono sopra di te, perocché qui si sparse [la voce] che non andrà guari che vedrà la luce una tua grande opera.
H che era un preannunzio del Rinnovamento, pel quale il Gioberti veniva maturando il disegno mentre ne preparava i materiali.2i
A un mese di distanza, il 3 marzo, il Gioberti scriveva all'amico confessandosi colpevole d'un silenzio veramente scandaloso . Circa un mese fa diceva scrìssi a te e nel piego tuo a Unia, Anfossi, Bertinatti, Battaglione, ecc., consegnandolo al sig. Caracciolo prin­cipe di Torcila, napoletano, che si recava costi . Era inquieto sulla sorte di quelle sue lettere e lo pregava di richiamare al dover suo come editore il sig. Daelli che si trovava a Torino, dove aveva aperto una Librerìa patria in via Po.
Che il buon abate Monti si sia occupato efficacemente della faccenda risulta dalla lettera in cui più tardi, il 29 di quello stesso mese, il Gioberti lo ringraziava, sebbene il Daelli non avesse ancora né saldato il suo debito, né inviato le copie attese. In questa lettera meritano di essere riferiti due passi di natura politica];
Ho veduto il conte Gallina, che venne primo a visitarmi. Io gli descrissi lo stato di Parigi, egli a me quel di Torino ; e non mi parve ottimista. L'arcive­scovo di Parigi muor di paura pensando all'avvenire. Egli vorrebbe salvare la
1) Veramente, nella fretta, il Gioberti scrìsse Sibour, il nome del celebre vescovo dì Parigi che doveva cadere, sei anni più tardi, vittima d'un fanatico.
2) Nella lettera al Carutti, del 9 giugno '52, pubblicata dal MASSARI (.Ricordi, ecc., Ili, p. 492), il Gioberti scriveva sembrargli giunta l'ora di pubblicare un'opera sulle cose d'Italia . Il Ferraris, ricordando questo passo in nota alla lettera ebe nello stesso giorno il Gioberti scrisse al Monti (lett. XV della serie da lui pubblicata), così commentava: primo accenno al Rinnovamento che usci alla fine dell'anno . H passo qui sopra riferito attcsta ebe già da più che un anno innanzi la voce di quell'opera in gestazione s'era diffusa.