Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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683
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Vincenzo Gioberti e Von. abate Giovanni Napoleone Monti 683
mensa e l'episcopio dalla prossima furia dei socialisti. Questo è il secreto delle pastorali. Ai 24 febbraio, si recò sulla piazza della Bastiglia a gridar col popolo Viva la repubblica. Monsignor di Chartres è meno liberale, ma più eroico.*)
Nell'aprile un episodio modesto nella nuova carriera del Monti, direttore degli studi nel Collegio nazionale, mise alla prova l'amicizia e l'umore scherzoso dei due amici.
H 7 di quel mese il Monti aveva comunicato all'Esule la grande notizia: H Preside di questo Collegio prof. Gio. Racheli, uomo di spiriti un po' dispotici non voleva ascoltare le deliberazioni del Consiglio, tre membri vi si licenziarono, furono nominati tre altri, che non accettarono. Ed egli, in conseguenza ha dato le demissioni che furono accettate. Gioja m'incaricò intexinalniente di questo ufficio, così che ora io sono un Napoleone F. F. di Presidente. Come vedi, c'è da far ingelosire il mio omonimo .
H 22, l'amico parigino, in un momento di buonumore, gli risponde: Non mi rallegro della tua presidenza, anzi me ne condolgo.
Come va che cotesti barbassori sono così poco discreti da dare nuovi incarichi ai galantuomini che sono freschi della sciatica? Il procedere non è civile; non è costituzionale; e se io fossi ancóra suddito sardo, vorrei farne le mie querele coli' Eccellenza Gioia . (XIV delle lett. Ferraris).
Il 4 maggio il Monti annunziava : Io sono in agonia della mia vita e dignità presidenziale... e il 12 di giugno il Gioberti a rispondergli: ... Mi rallegro che la tua presidenza sia finita o vicina a finire ; e non ti auguro la prorogazione dei poteri ; ma più oltre lo intratteneva di faccende ben altrimenti importanti :
Qui nulla di nuovo in politica. H P. Ventura continua le sue prediche. Sul pulpito di Monpellieri era socialista; ora è diventato legittimista. H Montalembert
1) Si vede che ì ricordi personali e conviviali non impedivano al Gioberti di commentare con la solita dose di pepe odi sale gli avvenimenti dei quali era spettatore. Questa osservazione ci è ispirata dal ricordo contenuto in un'altra lettera giobertiana all'ab. Unia, del 27 ottobre '50, nella quale, fra l'altro, si legge: L'altro ieri ho pranzato con l'arcivescovo [di Parigi] a San Germano, il quale udì con piacere che la sua pastorale sia stata bene accolta costì . H Gioberti suggeriva all'amico di fare tradurre la pastorale in italiano e di farla stampare in Torino e diffonderla per tutto il Piemonte. Sarebbe un bel tratto aggiungeva per l'Armonia e compagni . (MASSAIU, Ricordi biografici citali e Carteggio, voi. Ili, p. 480). Si veda anche la lettera del Gioberti al Monti del 22 aprile '51, che è la XIV di quelle pubblicate dal Ferraris.