Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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685
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Vincenzo Gioberti e Von. abate Giovanni Napoleone Monti 685
il più rigoroso secreto intorno a tutto ciò che concerneva 1 opera sua. E anche caratteristico, il silenzio assoluto sul titolo dell'opera stessa.
Fallite le trattative col Le Mounier, il Gioberti, sul principio di giugno, si rivolgeva, per mezzo del Carutti, al Bocca di Torino; e ancora una volta dobbiamo al Massari la conoscenza della lettera indirizzata P8 giugno dal filosofo al giovane funzionario, poeta e scrittore promettente.l>
La lettera è importante anche per la confessione, probabilmente esagerata quanto ai suoi termini cronologici, con cui esordisce:
L'ora mi sembra giunta di pubblicare un'opera sulle cose d'Italia, alla quale sto pensando da più di due anni.
Accennato alle offerte assai larghe fattegli da qualche libraio di Parigi e di Toscana e alle ragioni ond'erano cadute, esprimeva il suo proposito di stampare l'opera a sue spese, per associazione, e ne esponeva le condizioni, da presentare preferibilmente al Bocca come libraio, assicurandolo che l'opera sarebbe scritta in modo da potersi stampare in Torino
senza pericolo per l'autore, l'editore, lo stampatore di cadere nell'animawer-sione delle leggi.2)
Dunque, il 28 giugno '51 il Gioberti scriveva al suo
Carissimo Monti:
Ho già scritto al Carutti, accettando la proposta del Bocca col divieto di dieci anni (cioè di ristampare Vopera prima dei dieci anni). Questo è di poco
i) Ricordi, cit.. Ili, p. 492-3. H Carutti, nel Calendario generale del Regno pel 1852 figurava in qualità di sottosegretario al Ministero degli esteri.
2) Il giorno dopo, 9 giugno, il Gioberti informava il Monti della lettera scritta al Carutti, col suo disegno da comunicare a lui ed alTUnia e aggiungeva che il marchese Pallavicino s'era offerto di scriverne-alla moglie, perchè si adoperasse a favorirlo.
Questa lettera al Monti è la XV di quelle pubblicate dal Ferraris, ma con la data 1852, invece di 1851.
Lo stesso giorno il Gioberti scriveva al Pallavicino per avvertirlo che, avendo Pah. Monti l'onore di conoscere già la marchesa, Donna Anna, egli avrebbe potuto comunicarle cid che il Carutti ritrarrà dai librai . La lettera è nel volume cit. Lettere di V. Gioberti a G. Pallavicino p. 144. Ma era stata già pubblicata dal MASSARI nei Ricordi, cit.. HI, p, 539-40; il che il Maineri non avverte, come avrebbe dovuto.