Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <686>
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Vittorio Gian
rilievo per le ragioni che tu accenni, e anche perchè, date il caso che mi paresse opportuno di pensare all'edizione completa dentro juell'intervallo, il Bocca potrebbe incaricarsene. Quanto all'esibizione fatta all' Unia, non mi pare accet­tabile anche pei motivi da te indicati; tanto più che io ho già provato per espe­rienza quanto sia difficile lo sgraffignar i propri crediti dai librai alla spicciolata. Sarei sicuro di non riavere la metà del mio; cosicché è meglio l'aver subito 10 dal solo Bocca che l'aspettar 20 o 30 da molti successivamente. Aggiunsi che ho bisogno che l'edizione si faccia Botto i miei occhi, sia perchè le prove corrette non si possono rispedir sotto fascia, ma corrono a prezzo di mano­scritti, onde il postatico riesce carissimo; e perchè può accadere che nel corso della stampa io debba fare alla mia opera correzioni notabili.
Dopo i ringraziamenti che incaricava l'amico di fare all'Unia, con tanti saluti anche pel Carutti e il desiderio riaffermato che egli potesse durare nel buon proposito di venirlo a trovare a Parigi ( Ho piacere che tu duri nel buon proposito d'infranciosarti. Pregherò Domeneddio per la perseveranza ), proseguiva con una delle sue uscite di polemista spregiudicato:
Sono riconoscentissimo al buon Barnabita *) della sua fatica. Ma a dirtela nell'orecchio, non mi pare che quel coglione del Zarelli meriti tanto onore. Dico coglione, alludendo a ciò che è, e non a quello che ha; perchè fo ragione ohe non gli abbia. Coloro che non gli hanno sono quelli per ordinario che li rom­pono agli altri.
Io aspetto la cassetta daelliana alle calende greche. Perciò ti prego, appena giunte le Operette, di mandarne una copia per la posta.
Meritevole d'essere rilevata qui, la lettera che il 20 luglio il Monti, occupatissimo per gli esami finali nel suo Collegio,
*) II 16 settembre il Monti avvertiva l'amico che gli avrebbe spedito per posta un volume Gioberti e Zarelli, opera di quel certo Barnabita . Si trattava del volume (non opu­scolo , come scrive il Ferraris) stampato anonimo in Pisa. tip. Vannuccbi, agosto 1851, e che il Gioberti nella lettera 14 novembre '51 (XXI del gruppo Ferraris) designa come VAntiza-rellia . Qui è bene ricordare che lo Zarelli era lo pseudonimo adottato dal p. G. M. Caroli, autore dei duo volumi: 77 sistema filosofico di V. Gioberti, Parigi, 1848 e H sistema teologico di V. Gioberti, Parigi, 1849. Al Discorso preliminare dedicato dal Gioberti alla sua confutazione nel ristampare la Teorica, il p. Caroli replicò levandosi la maschera in ima serie di articoli pub­blicati nel Cattolico di Genova e poi raccolti insieme nel volume A un discorso nuovo di V. Gio­berti, prime note per G. M. CAROLI M. C, Ferrara, 1851.
La ripresa polemica del Barnabita riguardava quest'ultima pubblicazione.
A questo proposito 6 bene avvertire che nella lettera XXI della serie Ferraris il Berrà-bito andrà corretto in Barnabita e nella lettera XVIII il misterioso volume Antico Zarelli non sarà altro che il a volume Anti-Ziirclli .