Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <690>
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Vittorio Ciati
Il Gioberti riceveva, dei giornali torinesi, il Risorgimento) VOm-Ttione e l'Uguaglianza,1* aia, quando si pensi come fosse ristretto il notiziario politico nella stampa d'allora, non ci meravigliamo che il suo corrispondente continuasse a fargli un pò5 il cronista parlamen­tare, nella certezza di interpretare e soddisfare il desiderio dell'amico. Così, nella lettera citata del 23 ottobre, non mancava di informarlo della sostituzione avvenuta del Farmi come ministro della istruzione, al Gioia; aggiungendo che questa nomina aveva fatto gridare mezzo mondo e riferendo sul conto di quel valentuomo di romagnolo che era il nuovo ministro, giudizi e impressioni non so se più superficiali od ingiusti. Questo, fra gli altri:
Non pareva che si dovesse cercare un ministro di pubblica istruzione da quelle regioni dove non vi ha sistema di istruzione e che anzi dove Punico sistema che vi era è così scompigliato da non recar invidia a nessun governo.
Ma la cronaca, scivolando nel pettegolezzo parlamentare, conti­nuava, così:
La nomina [del Farini] è stata (dicono) patrocinata dal D'Azeglio che confida trovare nell'antica sua amicizia col Farini un voto di più contro Cavour nel Consiglio dei Ministri, perchè, come gai, Cavour vorrebbe per sé la presi­denza del Consiglio. Ma il D'Azeglio non si avvede che le recenti relazioni del Farini col Cavour aggiungono per questa entrata in Consiglio un appoggio sicuro al nostro Finanziario per iscavalcarlo. Comunque, io non conosco gran cosa il Farini. L'ho veduto una sol volta, portandogli una. tua lettera e mi parlò con tanto entusiasmo di Te che, a fronte anche della sconvenienza di questo suo ministero, non posso parlarne male. E poi la sua Stona per ciò che ne posso io giudicare, è prova larghissima quanto il Farini sia onesto. Volendo servire il partito Cavour, non doveva scrivere le pagine che ti riguardano.
Questo scriveva non male informato, il buon abate Monti, il 23 di ottobre. Tuttavia si capisce che non prevedeva che due setti­mane dopo, e propriamente il 7 novembre, il suo illustre amico, da Parigi avrebbe indirizzato al neo-ministro una lettera di risposta, così piena di sincera simpatia e di insolite lodi e d'incoraggiamento
i) Ciò risulta dalla lettera XVI giobertiana della serie Ferraris, del 29 luglio *51.