Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <691>
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Vincenzo Gioberti e fon. abate Giovanni Napoleone Monti 691
e di auguri, rivolti non tanto al ministro quanto all'amico > che potrebbe ben dirsi una confutazione della povera epistola mon-tiana, x>
Al Gioberti stava a cuore la faccenda della famosa sottoscrizione pel rimborso definitivo di tutti i soci, dopo l'invio della cambiale al Monti, della cui sollecitudine servizievole sono documento tre lettere consecutive del 2, del 3 e del 6 novembre. Quest'ultima, più notevole delle altre, perchè attesta ancora una volta la leale rettitudine del Piaelli. Scriveva infatti il Monti:
La cambiale è stata rimessa a Pinelli il quale ieri venne ad hoc a trovarmi. Egli si mostrò un po' contrariato nel riceverla, ma dispostissimo nel fare tatto ciò che è necessario pel disbrigo della cosa. Di quest'oggi' andremo tutt'e due assieme da Baracco per concertare ogni cosa. Egli stesso mi disse che in questa distribuzione [dette quote di rimborso] bisognerà mettere maggior prontezza e speditezza che non nella distribuzione della prima rata e mi pare che, con ragione, fosse un tantino in collera, che per quella prima distribuzione si consumò un anno e più. Egli intende mandare una circolare a tutti i soci, onde avver­tirli.... Tosto riscossa la cambiale ti farà la quittanza generale. Mi soggiunge che ei non sa con quale coscienza i soci avrebbero potuto ricevere l'intera somma, mentre le opere da Te regalate tener potevano un bel posto a dimi­nuzione del totale. Ti dirò il vero, ma Pinelli mi ti si mostrò svisceratamente affezionato, cosi che ho conchiuso col cuore ed intimo che egli ha errato, ma che non errò con malizia.
E quasi ciò non bastasse, qualche giorno dopo, il 10 novembre, il Monti, ritornando su queste pratiche laboriose, aggiungeva:
Nell'andare e nel tornare da Baracco, Pinelli [si noti, allora Presidente detta Camera] si lagnò meco che tu non abbi scritto direttamente a lui, ed io risposi che ciò era per rispetto delle sue grandi occupazioni. Egli non sa ancora darsi pace del come siasi rotta un'amicizia che pareva cosi fortemente cementata. Egli si mostrò in ogni cosa pieno di riguardo verso di Te. Come vedi, non c'era simonia, perocché in quel momento Pinelli sospettava purtroppo il
S La lotterà, che fa onore cosi al Gioberti come al Favini, si può leggere nei cit., Ricordi, ecc., del Massari, IH, pp. 54750. E sì noti che il Forini era tutto cavouriano, e poteva dirsi il vicedirettore del Risorgimento. A questa lettera s'accompagna degnamente l'altra che il giorno dopo, 8 novembre, il Gioberti indirizzò al Camiti per rallegrarsi della sua nomina a segretario di Gabinetto del Farmi. Gli stessi rallegramenti il filosofo torinese aveva fatti nella sua lettera al nuovo ministro, del quale scriveva al Corutti tali parole e di tanto fervore quali di rado erano uscite dalla sua penna. (Ricordi cit., IH, p. 550).