Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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692
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692
Vittorio Cimi
quod scripsisti, scripsisti II tuo libro sarà un avvenimento di una rilevanza non così facile a calcolarsi. I signori tuoi colleghi Democratici temon anche pei fatti loro. So di sicuro che, se tu torni sull'affare dell' Intervento in Toscana, essi faranno una protesta collettiva. Non so però se vogliano restringersi a dire che ignoravano il progetto, oppure che il tuo progetto sarebbe stato esiziale per la indipendenza e libertà della patria, la anale ora trovasi in istato florido in fatto di autonomia. Poveri testicoli! Se trovi i mss. di Brusselle concernenti i quaderni di filosofia [delle sue lezioni al Collegio Gaggia], mandameli di grazia; spero che potremo, pubblicandoli, ricavarne vantaggio, e ciò tanto più se si traducessero in italiano da qualche valente amico, che se ne potrebbe fare doppia edizione...
Bocca ti proclama pel massimo tra gli autori. Egli dice a chi vuol saperlo che non vi sarà più editore che stamperà le opere tue a qualsiasi costo. La bocca t'è inzuccherata, perocché non vi ha dubbio che farà un bel guadagno. Comunque ora è un galantuomo. Il cocodrillo si pretende voglia anch'egli leggere il tuo libro.
Il coccodrillo! Chi sarà stato costui? Il Ferraris, annotando la lettera giobertiana del 30 ottobre (XIX di quelle da lui pubblicate), al passo cui alludeva, riecheggiandolo, il Monti, afferma, senza esitare che si allude al Pinelli e si fa forte del passo d'un'altra lettera del 14 novembre (XXI di quelle del suo gruppo) in cui effettivamente il Gioberti dichiarava di non credere un iota alle proteste di amicizia del Pinelli e ne diceva le ragioni, concludendo :
Ascrivilo pertanto senza scrupolo alla specie dei coccodrilli.
Tuttavia, se l'attribuzione così esplicita del Pinelli alla specie coc-codrillesca è innegabile in questa lettera giobertiana del 14 novembre, non è altrettanto sicura per la lettera del 30 ottobre, dove, dopo aver parlato del Pinelli chiaramente, con tanto di nome, non sembra probabile che il Gioberti lo designasse come un certo personaggio ; diventa poi inammissibile per la lettera testé riferita del
1) Il posso è il seguente: Quel certo personaggio ha cominciato a parlar bene di me dappoiché ha inteso che io stampo. Oltre che a sentirlo, pare che egli sia lo Z o almeno il B, o il C e non l'A dell'alfabeto. I nostri padri credevano che il coccodrillo piangesse i galantuomini dopo averli mangiati. Lacrime, caro mio, lacrime di coccodrillo. Ma siccome la mia zoologia non è personale, io parlo nel mio scritto assai bene del coccodrillo . Basterebbero, mi paro, traeste ultimo parole per escludere che ani si alluda al Pinelli, il quale si sa come sia stato conciato dal Gioberti nel suo libro, a meno che non si voglia ammettere in queste parole una ironia che sarebbe stonata.
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