Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX
anno <1936>   pagina <699>
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Alcuni aspetti della politica di Pio IX nei primi due anni di governo 699
liberali e rivoluzionari che tutto si potrà osare contro l'Austria (il Gioberti parla adesso di alleanza francese oggimai assicurata alla Italia costituzionale ,J1 ma dà per un momento ai governi l'impres­sione che il fatale connubio Francia-Austria sia finalmente spezzato. Le più importanti riforme nello stato pontifico, e le insistenze del Papa per una lega dei principi italiani, sono di questo periodo.
Quando scoppia la guerra fra Piemonte e Austria, cadono le illu­sioni. Francia e Inghilterra sono egualmente contrarie: la prima, perchè la nuova repubblica va prendendo un colore di sempre più accentuato conservatorismo e soprattutto perchè non è nei suoi inte­ressi favorire la formazione di uno stato forte al confine delle Alpi; la seconda, perchè teme il pericolo di complicazioni europee e di scon­volgimenti rivoluzionari e non approva neppur essa un eccessivo ingrandimento del Piemonte. E così mentre i nunzi di Vienna e di Monaco gli trasmettono minacce di scismi in Austria e nella Germania cattolica, Pio IX si trova di nuovo solo nel giuoco diplomatico europeo, vede di nuovo innanzi a sé, uniti, i governi di Francia e di Austria. E intanto le abili insinuazioni delle cancellerie sulle ambizioni piemontesi trovano un terreno propizio nell'animo di Pio IX, già messo in sospetto dalle esitanze di Carlo Alberto durante le tratta­tive per la lega.
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Affidarci per un giudizio complessivo sulla figura di Pio IX alle testimonianze dei contemporanei non servirebbe che a disorientarci. Fino all'aprile del '48 è un coro unanime di esaltazioni iperboliche; poi nel campo liberale gli anatemi soverchiano le poche voci che osano formulare, ormai, piuttosto scusanti che elogi. Rimangono da quel momento, gli uni di fronte agli altri, i panegiristi e gli accusatori; nessuno, o quasi nessuno, si svincola dalla pregiudiziale politica per giungere ad una valutazione obiettiva, e nel tribunale della storia si preferisce prendere, invece che il seggio del giudice, quello del Pubblico Ministero o dell'avvocato difensore.
Tra i contemporanei i più riconoscono a Pio IX la generosità del cuore, e Pellegrino Rossi aggiunge: la fedeltà agli amici.2) H D'Azeglio è il solo che lo dica di saldo e risoluto animo, franco, aperto e leale nel suo operare ;3) ma sono parole del '46. Delle critiche, oltre alla accusa di vanità, acremente accentuata dal Silvagni e modernamente
1) In Operette politiche, oh.
2) Lett. a Guizot, 28 loglio '47 in LEOERMANN, P. Rosai, Parigi, 1929, p. 334.
3) Op. eh., p. 100.