Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX
anno <1936>   pagina <702>
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Roberto Palmurocchi
Roma nell'ottobre '47 e dei suoi colloqui col Papa, il figlio esclama: Come mi duole di non serbare oggi memoria alcuna di quanto raccontava mio padre sulle cose discusse allora col Papa ! . E circa la famosa risposta del Mastai nell'atto di partire, pur citandone le parole, egli la fa precedere da questa singolare affermazione: Per quanto io frughi nella mia memoria, ora non riesco a precisare donde più tardi no tratta la risposta del cardinale, che era press'a poco cosi... D.1' Dunque, nonché l'avesse saputo dal padre, sembra da escludere anche la testimonianza di quei familiari che pur aveva con tanto zelo interrogati. E non si può a meno di dubitare che la notizia si insinuasse nella sua mente da altra parte, forse attraverso quella vaga frase del Balbo che egli stesso cita nella pagina precedente. Ad ogni modo l'unica prova contemporanea del liberalismo pre­pontificale di Pio IX si riduce ad una semplice voce, di formazione senza dubbio posteriore agli avvenimenti.
Sembra del resto difficile che un sacerdote come il Mastai, il quale non disgiunse mai le ragioni della politica da quelle della fede e del cattolicismo, potesse nutrir simpatia per l'autore del Primato, dopo che erano apparsi quei Prolegomeni, a proposito dei quali scriveva il 15 aprile 1846: Dalla bella confutazione (del Gurci) ho appreso gli errori classici di questo povero ecclesiastico, che bisogna racco­mandare molto a Dio .2) Un giudizio che prelude a quello che darà del Gesuita moderno il 30 settembre '47, scrivendo che con quel libro l'autore avviliva la dignità di uomo, di letterato e sopratutto di sacerdote .3*
Poste queste premesse, non mi sembra neanche che occorra più discutere delle ragioni per le quali Pio IX non fece sua l'idea del neoguelfismo. Scrive il Monti che ciò fu perchè egli non voleva un aumento di potenza temporale e rifiutava di coprire colla Tiara una unità politica italiana federale .4) In realtà nei passi che egli cita dalla lettera del 27 aprile e dalla allocuzione del 29, Pio IX non parla di federazione neoguelfa, ma di una repubblica italiana della quale gli si offriva la Presidenza, e protesta non aver peso nel suo animo la seduzione di un promesso aumento dei suoi domimi temporali. Le vere ragioni che mantennero sempre Pio IX fuori del neo-guelfismo furono quelle stesse che gli fecero respingere l'appello dei liberali per la guerra e l'invito piemontese ad una lega offensiva.
*) Giuseppe Pasolini, Memorie raccolte da suo figlio, Torino, 1915, 1, p. 65 sgg. 2) lo PADOVANI, G. Gioberti e il cattolicismo, Milano, 1927, p. 361. *) In Pio IX e Carlo Alberto, in Civiltà Cattolica, 1879, voi. X, p. 257 sgg. *) Op. eli., p. 64.