Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX
anno <1936>   pagina <703>
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Alcuni aspetti della politica di Pio IX nei primi due anni di governo 703
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Se, come si pretende dai più, l'Enciclica del 29 aprile segnò mi improvviso mutamento di rotta o, nella migliore delle ipotesi, fu il primo gesto risoluto diretto a dissipare un equivoco, bisognava die il contegno anteriore del Papa fosse stato generalmente liberaleggiante o almeno così ambiguo da giustificare un errore di buona fede da parte dei suoi fautori. Perciò è di particolare interesse fare un rapido esame dei suoi atti fino a quel giorno.
Dell'amnistia tanti hanno ampiamente discusso, e credo che nes­suno oserebbe oggi affermare col D'Azeglio che in essa era sottin­teso il programma della futura amministrazione di Pio IX, a meno di dare a queste parole un significato privo di qualsiasi riferimento politico. Penso che basti citare in proposito il giudizio del Minghetti: Era mestieri che le disposizioni degli animi fossero in data forma temprate, perchè una grazia accordata dal Pontefice, quanto si voglia generosamente, ad uomini che però egli giudicava aver espiato abba­stanza le colpe commesse od essere ravveduti dei loro trascorsi, potesse interpretarsi come una glorificazione delle idee liberali . Egli aggiunge anche che in quel momento non vi fu malizia né alcun secondo fine, come se ne introdusse la costuma di poi . P Non mi fermerò qui a discutere se quella specie di congiura adulatoria e festiva , come la chiama il Farmi2) fosse spontaneamente impulsiva oppure preor­dinata, come sostiene con una copia di argomenti non disprezzabili lo Spada. Osservo piuttosto che la sottoscrizione nazionale per gli amnistiati fu qualcosa più che un gesto di entusiasmo. Ma quello che più interessa rilevare è che contemporaneamente all'amnistia si lar­girono onorificenze ai repressori dei moti di Romagna, e si ordinò ai legati delle provincie di provvedere perchè il perdono non desse spe­ranze d'impunità a chi meditasse turbare nuovamente l'ordine dello Stato. E avendo il cardinale Vannicelli, legato di Bologna, diramato alle magistrature comunali una severa circolare in tal senso, la quale sollevò gli sdegni dei liberali, il segretario di Stato gli diresse il 13 ago­sto un dispaccio di caloroso encomio. Intanto a Roma, già il 19 luglio il Papa aveva fatto bandire il suo desiderio che cessassero le mani­festazioni popolari.s) Un più rigoroso divieto fu emanato con circolare Gizzi l'8 ottobre. Del 9 novembre è l'Enciclica Qui plurimis, nella quale il Papa condannava le massime che si diffondevano contro
i) Op. *., p. 195.
S) ho Stato romano dal 1815 al 1850, Firenze, 1850, p. 169-170.
3} per questa de no tizie s c.gucn ( i v. SPADA, Storia della rìvoluzìoncdiRomat Firenze, 1860,/iossmi