Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX
anno
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1936
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pagina
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708
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708
Roberto Palmarocdn
subalterno . Narra il Farini, il quale giudica il gesto del Durando anche più severamente del Minglietti, che Pio IX si dolse di quel proclama con assai maggior vivacità che non apparisse nel comunicato del 10 aprile; anche il Minghetti del resto conferma che il Papa montò in furore, e aggiunge: e veramente bisogna scusarlo, perchè, anche passando le truppe il Po, non era necessario mettere il Papa innanzi come autore precipuo della guerra, dichiararla non solo nazionale ma cristiana .1} Il 18 aprile il Ministro della guerra autorizza il Durando a fare tutto ciò che giudicasse necessario per la tranquillità e il bene dello Stato pontificio. Così il Minghetti come il Farini e il Pasolini affermano che questa comunicazione ebbe l'espresso consentimento di Pio IX. Il 25 il Ministero presenta al Papa una rimostranza nella quale gli chiede la dichiarazione di guerra. Alla rimostranza Pio IX risponde coli'Enciclica del 29.
H concorde giudizio di quegli storici più obiettivi che non ripetono il luogo comune del tradimento di Pio IX, si può riassumere in poche parole. Il Papa si lasciò dapprima trascinare dall'impeto di entusiasmo che travolgeva tutti gli Italiani e che lo condusse molto oltre le sue stesse intenzioni: secondo il Monti il 30 marzo rappresenta il punto del suo massimo disorientamento. Poi, dinanzi al dilemma di agire come principe italiano o come capo del Cattolicismo, ai attenne a quello che stimava il suo supremo dovere e rifiutò di partecipare ufficialmente alla guerra. Questa spiegazione, che non si può chiamare giustificazione perchè la situazione italiana non subì tra la fine di marzo e il 29 aprile mutamenti essenziali e quindi non appare scusabile nemmeno un sovrano e un papa, anzi un sovrano e un papa meno di chiunque altro, per avere in così grave contingenza aspettato un mese a scegliere la sua strada questa spiegazione, dico, appare senza dubbio plausibile. Ci sono tuttavia altri elementi che possono suscitare qualche dubbio. Avverto subito che si tratta di indizi piuttosto che di prove, ma abbastanza importanti da farmi ritenere che sarebbe desiderabile un'indagine più approfondita.
H 24 aprile Giuseppe Pasolini scriveva: È singolare che gli altissimi (i cardinali) liberali, quelli veramente di buona lega, non tengono a ciò che il Papa dichiari la guerra. Essi veggono che la sua doppia qualità può in qualche modo esser compromessa e rumarsene la sua autorità. È un gran pezzo che in questo mi è parso di veder chiaro, ed io ho sempre posta la quistione se al di qua della dichiarazione di guerra dal Papa stesso ci è una possibile via da seguirsi.
9 Op. cit.y p. 366.