Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX
anno
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1936
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pagina
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713
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Alcuni aspetti della polìtica di Pia IX nei primi due anni di governo 713
benissimo non. essere se non una parvenza di carta costituzionale. E d altra parte non si può trascurare l'ampia documentazione dello Spada, il quale sostiene, con prove che nessuno ha finora dimostrato false, che della maggior parte di quei gesti che Pio IX ininterrottamente compì per dissipare ogni equivoco sul suo pensiero e sul suo atteggiamento, non giunse notizia al pubblico, o se gli giunse, fu attenuata e deformata per via. Ciò che dimostrerebbe come anche la burocrazia pontificia, invece di essere quel covo di retrivi che comunemente si crede, collaborasse a quella congiura del silenzio la quale, unendo la sua resistenza passiva all'attiva campagna dei liberali, creò nei più la persuasione che il Papa volesse e l'indipendenza e la libertà e la guerra, e che solo le méne del sanfedismo gì'impedissero di agire a suo modo.
Si formava cosi una catena: nascondendo al pubblico i veri sentimenti di Pio IX si fomentavano gli entusiasmi, i quali alla lor volta dovevano imporsi a lui, trascinarlo all'azione, comprometterlo in modo che non potesse più retrocedere. Tutto questo spiega lo sdegno dei delusi quando la catena fu spezzata dal gesto risoluto, e dal punto di vista di Pio IX, bisogna riconoscerlo, perfettamente logico e coerente, del 29 aprile.
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Ma perchè, si dirà, il Papa che era nel suo Stato sovrano assoluto, non chiarì subito l'equivoco imponendo a tutti gli organi di governo quell'indirizzo politico al quale personalmente non rinunziò mai? Perchè non resistette sempre a richieste che non approvava e consentì a decisioni che gli repugnavano ?
Una risposta a queste domande non può darsi se non dopo aver veduto quale fosse il suo potere effettivo, e cioè di quali mezzi pratici potesse disporre per ridurre all'obbedienza i dissenzienti e gli indocili. Osservava giustamente il D'Azeglio che per mutare o migliorare gli ordini di uno Stato (ed io aggiungerei: per mantenerli) bisogna esserne signore di fatto, non di nome; bisogna che la potestà... abbia modo di farsi ubbidire... e il papa non l'ha questo modo; credendosi principe assoluto, non lo è io.1) In realtà Pio IX non si faceva illusioni: il 1 gennaio '48 scriveva a proposito delle riforme interne, che per un governo forte la cosa è facile ma dove i mezzi di forza sono minori di quelli, di persuasione, si esige più tempo . *>
i) Op. di., p. 76.
*J In Pio IX e Carlo Alberto tft.
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