Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX
anno <1936>   pagina <716>
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Roberto Palmarocchi
Pio IX, Sarebbe un errore dei popoli ancora più grave del suo, e chi sa quali tristi effetti potrebbero derivarne .I} E 1* 8 luglio, dopo aver constatato che il Papa non ha dato alcun segno di aver mutato opinione, si domanda: Come conciliare la volontà del Pontefice coll'universale tendenza delle popolazioni ? e deprecando le compli­cazioni che avverrebbero se l'urto si aggravasse, continua: Mi pare doversi desiderare soprattutto che lo Stato pontificio rimanga quale è nella sua integrità, tranquillo, unito sempre a Pio IX. Dico ciò anche a parte la riconoscenza e l'affetto speciale verso la sua persona. Ma già troppo grave o per dir meglio abbastanza grave alle nostre Bpalle è la questione d'indipendenza. Quelli che vogliono andare più, avanti mi sembrano utopisti... .2) Ma nel luglio, quando è invitato ad entrare in un ministero Rossi, risponde che accetterà solo se venga annullata l'Enciclica del 29 aprile. Poi il 28 agosto scrive: Io credo che fosse una gran fortuna se Rossi andava al ministero .3)
Altrettanto singolare è la posizione del Farmi, che fu tra gli attori del dramma e se ne fece il cronista. Nelle sue pagine è un contrasto continuo fra le pregiudiziali, i preconcetti impostigli dalla sua pas­sione nazionale, e la realtà obiettiva che gli prospetta il suo acume di osservatore, insomma fra il politico e lo storico. Così egli giustifica dapprima le feste popolari del 1847 e se ne compiace, vedendoci solo un segno della concordia fra principe e popolo e concludendo che questa concordia era desiderata e studiata siccome mezzo di unione fra gli italiani principi, e l'unione come mezzo di lega, e la lega come propugnacolo d'indipendenza, cioè, a dir tutto e chiaro, come mezzo di resistenza intanto ad Austria prepotente, per cacciarla poi, Dio aiutante, dal sacro suolo della patria . Parlando in particolare dei Sovrani, dice di Pio IX: ce Anima gentile, amava l'Italia, ma sperava troppo che potesse rigenerarsi così lentamente e tranquillamente, come in certi moderni libri stava scritto .4) Più tardi però egli cri­tica il vezzo delle dimostrazioni, che facevano sospettare il Papa di attentato alla sua libertà spirituale.
Nessuno del resto ha più efficacemente del Farmi messo in rilievo gli errori dei liberali e dei radicali. Ho già detto che cosa pensasse del proclama Durando. Delle riforme di Pio IX egli scrive: I governi assoluti d'Europa e lor devoti avevano, già tempo, data voce che Pio IX fosse un avventato novatore; e posciachè la rivoluzione imperversò,
i) Corteggio Minghetti Pataìmi, Torino, 1924, I.
2) Ibid.
3) Ibid.
*) Op. ti, I, p. 181.