Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX
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1936
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pagina
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718
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Roberto Palmarocchi
ricordare che quando si parla del nostro Risorgimento, si fa spesso confusione fra le diverse aspirazioni ali* indipendenza dallo straniero, all'unità nazionale e alla libertà (intesa come regime liberale-democratico modellato sugli esemplari francesi o come restaurazione delle antiche rappresentanze municipali). Tre correnti di pensiero e di azione che talvolta si fondono, talvolta procedono separate o in contrasto tra loro.
Non si può giudicare nessuno dei protagonisti della lotta politica nella prima metà dell'Ottocento, se non si riferiscono i loro atti a questa distinzione fondamentale. Così, parlando di Pio IX, bisogna tener presente che egli accettò l'idea dell'indipendenza, e lo dimostrò col suo interessamento alla Lega e colla lettera all'imperatore; il limite di questa sua adesione era, come già ho accennato, l'integrità degli Stati italiani) e il reciproco rispetto dei loro diritti e prerogative.
Quanto alla libertà, due lettere di monsignor Corboli Bussi, ci danno una chiara visione delle idee di Pio IX. Il 30 agosto 1847 il Corboli Bussi, dando notizia a Pio IX di un suo colloquio col Granduca di Toscana, riferisce avergli detto che il Papa Sovrano vuol essere e sarà. Darà ai sudditi qualche parte dell'usufrutto della sovranità, secondo la bella espressione di Mettermeli, ma non alienerà mai il capitale. E il 29 settembre dello stesso anno scrive di essere contrario al regime costituzionale, non volendo rifare le tristi esperienze della Spagna. Osserva che ogni Stato deve cercare la sua prosperità, non imitando altri, ma nel ricondursi prudentemente a quelli (ordini) che lo fecero altre volte potente e tranquillo ; e conclude che le forme romane di civiltà furono le municipali .2)
Il pensiero di Pio IX sulle aspirazioni unitarie è espresso nella sua lettera del 13 giugno 1848 a Carlo Alberto: Vi è un partito che fatica incessantemente per ridurre una l'Italia: il che vuol dire per la totale distruzione della penisola... Un regno d'Italia uno è cosa impossibile ad ottenersi, e dall'altra parte i tentativi di una tale Unità servono mirabilmente a spianare la via ai desideri repubblicani,.. Dopo ciò è ben facile di vedere quali altre ferite potrebbero farsi ai domimi della Santa Sede; e noi siamo disposti a sostenerne i diritti, con tutti i mezzi che sono suggeriti dalla giustizia .2)
A chi leggendo queste parole sorrida di compatimento o si sdegni, basti ricordare rammonimento che già dette il Silva a quelli che criticano Pellegrino Rossi per non aver compreso nel '47 le nostre aspirazioni nazionali : non dimenticare che furono scritte quasi un secolo fa.
ROBERTO PALMAROCCHI
1) In Pia IX e Carlo Alberto cit. s) Ibid.