Rassegna storica del Risorgimento
BENINCASA BARTOLOMEO ; DANDOLO VINCENZO ; MARCHE
anno
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1936
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pagina
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719
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FONTI E DOCUMENTI I
LA MISSIONE DEL SENATORE DANDOLO NELLE MARCHE E IL DIARIO DEL CONTE BENINCASA
(21 NOVEMBRE 1813 - 4 FEBBRAIO 1814)
È noto (e gli storici lo ricordano) che quando il vasto Impero napoleonico cominciò a vacillare sui suoi cardini, il governo del Regno italico, impressionato dallo svolgersi degli avvenimenti ed avendo dei dubbi sulla fedeltà delle popolazioni soggette, inviò dei personaggi autorevoli in missione in vari punti dello Stato, e, fra essi, il Senatore Vincenzo Dandolo, uno dei primi uomini di fiducia di Napoleone.
Del Dandolo ebbi già occasione di trattare nei riguardi del suo governatorato in Dalmazia, di cui fu provveditore generale per quasi un quadriennio (1806-1809), compiendovi un'opera radicale e proficua e lasciandovi ottima fama. 9 Divenuto successivamente Senatore del Regno italico fu, sulla fine del 1813, incaricato d'una missione politica nelle Marche, e precisamente nei tre dipartimenti del Metauro, del Musone e del Tronto, dove erano avvenute delle preoccupanti agitazioni. Quale il compito affidato al Dandolo ? Mi pare che lo si possa riassumere in questi termini: indagare circa i sentimenti delle popolazioni e la loro fedeltà al regime napoleonico; scoprire se ci fossero società segrete, in particolare sètte carbonare, rivelarne l'azione e gli intendimenti, denunciarne le trame e gli affigliati; cercare quale influenza esercitassero altri Stati, ed in particolare l'Austria, sulle popolazioni e quali mire avessero; facilitare gli approvvigionamenti e gli alloggi alle milizie napoletane del Murat, accorrenti in difesa del Regno italico (cosi allora era opinione); accelerare, per il prestigio del Governo e per il buon ordine delle cose, lo svolgimento di tutte le pratiche facenti parte dell'amministrazione dello Stato, ma due soprattutto dovevano certo funzionare poco speditamente: il pagamento delle tasse ed il reclutamento dei soldati. È più che evidente che l'opposizione, sempre più viva verso il regime, aveva campo di palesarsi particolarmente eon due atti, che chiameremo d'ostruzioni; gaio, il rifiuto di corrispondere le imposte o, almeno, il ritardarne il pagamento-la riluttanza, da parte dei coscritti, a prestare servizio militare, con i conseguenti ostacoli, incontrati, a tale riguardo, dalle Autorità civili e militari. Il Dandolo
X) Cfr. GELLIO CASSI, L'opera del Provveditore Vincenzo Dandolo in Dalmazia. Estratto dalla Rivista Dalmatica, 1933-XH.