Rassegna storica del Risorgimento
BENINCASA BARTOLOMEO ; DANDOLO VINCENZO ; MARCHE
anno
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1936
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Gellio Cassi
insomma era chiamato a rimuovere, per quanto fosse possibile, tale difficoltà. Il programma è del resto confermato in una lettera, che il Foatanelli, Ministro della Guerra e della Marina del Regno italico, indirizzava al Senatore a Milano il 20 novembre 1913. Si apprende da essa che il Consiglio dei Ministri. avendo convenuto sull'utilità di destinare in missione nei diversi dipartimenti dei primi funzionari, che per loro meriti, cariche, e pubblica estimazione possano influire sullo spirito pubblico e ridurre al perfetto ordine quei diversi servigi, che* a cagione delle diverse circostanze, fossero in qualche modo paralizzati, o non camminassero con troppa regolarità , nominava il Dandolo per i tre sopra citati dipartimenti, con questo compito: 1) Verificare le misure prese dalle Autorità pel volontario andamento, cui riferiscono le Circolari del Ministero della Guerra J> (e qui si danno istruzioni, perchè sia incoraggiata Fazione delle Autorità competenti, dove essa mancasse, e si mettono a disposizione del Dandolo 9000 lire per la Prefettura del Metauro, 5000 per quella del Musone e 4000 per quella del Tronto; si fa assegnamento anche sull'assistenza dei parroci); 2) Verificare se esiste e come procede la guardia regionale, istituita in ogni dipartimento dal decreto di S. A. I. il Principe Viceré ; 3) Sull'attuazione di una Guardia civica che si organizza per cura del Ministero dell'Interno ; 4) Sulle risultanze delle requisizioni di derrate e generi diversi, ordinatesi dai Comuni per gli approvvigionamenti di guerra (e qui si accenna ad inconvenienti ed abusi da eliminare; l'approvvigionamento delle piazze forti era stato fatto mediante requisizioni; per di più s'era ordinata una requisizione pel mantenimento di 30.000 uomini e 6000 cavalli per tre mesi; 1 Dandolo doveva quindi sollecitare l'invio a Mantova dei generi requisiti); 5) sollecitare i Sindaci e i Podestà, iproprietari a pagare le imposte soprattutto la prediale. La lettera conclude esprimendo fiducia nell'opera del Dandolo, pregandolo a dare ragguaglio di essa ai vari Ministeri; e sono fissate le indennità relativa alla carica.
Egli accettò il non lieve compito e si mosse verso le Marche, animato dal proposito d'ottenere il massimo rendimento, usando a tal fine tutte le forze morali, di cui poteva disporre. Non ai può negare, che, date le difficoltà da superare, tenuto conto che, mentr'egli stava svolgendo la sua missione, gli eventi precipitavano, qualche cosa abbia ottenuto. Non gli facevano del resto difetto le qualità necessarie, per farsi ascoltare e per persuadere; onde si può concludere che, se le vicende avessero preso diversa piega, egli sarebbe interamente riuscito nell'incarico affidatogli.
Durante lo svolgimento della missione, egli riceveva spesso dal Governo di Milano notizie ed istruzioni, ed egli, a sua volta, inviava i suoi rapporti al Viceré.
La partenza del Senatore da Milano ebbe luogo la domenica 21 novembre 1813, ed il suo ritorno il 4 febbraio 1814; così che la missione si svolse, compreso il tempo necessario per raggiungere le Marche e tornare nella capitale, in un periodo di 76 giorni. Effettivamente l'opera del Dandolo si compì, come si ricava