Rassegna storica del Risorgimento

BENINCASA BARTOLOMEO ; DANDOLO VINCENZO ; MARCHE
anno <1936>   pagina <721>
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La missione del Senatore Dandolo nelle Marche, ecc. 721
dalle sue note, in 43 giorni, vaio a diro dal 26 novembre 1813 al 6 gennaio 1814; e di quanto egli fece, lasciò memoria giorno per giorno.l*
Ma, oltre le notizie, diremo così, ufficiali od ufficiose sulla missione, v'è, nell incartamento, un interessantissimo diario o giornale di viaggio com'è infatti intitolato, che dà, giorno per giorno, relazione della missione Dandolo. Ma l'autore di esso, ch'è il conte Bartolomeo Benincasa, 2> il quale fu com­pagno di viaggio del Senatore, non s'intrattiene sui vari quesiti, che si affaccia­vano qua e là al Dandolo, non si occupa, dirò così, della parte sostanziale della missione, ma descrive l'itinerario seguito, ricordando le soste, l'ospitalità dovun­que ricevuta, nominando le persone incontrate, lamentando i disagi causati dalle cattive strade. E fin qui nulla di straordinario. U notevole ò invece ciò che si legge circa le voci, che correvano, sulla situazione; notevole, ripeto, perchè, come si sa, man mano che il Dandolo procede nella sua missione, diviene pros­simo e certo il naufragio dell'Impero; notevole anche, perchè si va lentamente spiegando, attraverso la condotta dei comandi delle milizie napoletane, il piano politico del Murat, il quale, coll'incalzare degli avvenimenti, si va sempre più staccandosi da Napoleone e dal Viceré, per accostarsi all'Austria ed alla Coalizione.
Il giornale di viaggio del conte Benincasa sulla missione Dandolo è per­tanto una preziosa raccolta d'impressioni in un momento eccezionale della storia europea, nel quale ognuno vede ogni giorno crollare qualche cosa, senza sapere quale sorte gli serbi il domani. La ridda delle notizie esagerate e contraddicenti, la coscienza di un mondo che va in sfacelo, l'incertezza di quello che sarà, per tutti, il prossimo avvenire: ecco gli elementi fondamentali del diario; ed appunto in grazia a questi elementi, esso acquista un sapore di freschezza, per cui ancor oggi riesce interessante alla lettura. Per questo ritengo opportuno riportarlo integralmente in fine dell'articolo.
In quanto alla parte sostanziale della Missione Dandolo, dirò ch'essa emerge da vari elementi ufficiali ed ufficiosi, che furono esaminati anche da Fabio Luz-zatto, specialmente per quanto riguarda l'agricoltura marchigiana in quegli anni; s) ed essi ci danno un'idea delle difficoltà, che il Senatore incontrò dovun­que e ch'egli seppe, nel miglior modo, eliminare o, per lo meno, ridurre nelle con­seguenze, dimostrando ancora una volta quella acutezza di mente e quella forza
1) Cp. Museo del Risorgimento Milano, Archivio Dandolo, cartelle SO e 55.
2) H conte Bartolomeo Benincasa, nato a Modena nel 1746, morto a Milano nel 1816, visse qualche tempo a Vienna, prima della Rivoluzione francese, poi, mutate idee, si associò al Gompa-gnoni ed a altri democratici, per pubblicare a Milano il Monitore Cisalpino. Nel 1806 il Dandolo Io chiamò a Zara a dirigere il Regio Dalmata. Dopo il 1814 ai ritirò a vita privata, occupandosi di letteratura e palesandosi fautore del Romanticismo.
3) (*r. La missione di Vincenzo Dandolo nei dipartimenti marchigiani del Regno italico, (te Marche nel Risorgimento italiano* maggio, 1939-XI).
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