Rassegna storica del Risorgimento

BENINCASA BARTOLOMEO ; DANDOLO VINCENZO ; MARCHE
anno <1936>   pagina <726>
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Gelilo Cassi
Compiuto il suo ufficio* cosi il Senatore riassunse l'opera sua nella lettera 5 febbraio 1814 al Ministro della Guerra e Marina: Posso dire d'aver, in effetto, avute due missioni differenti, l'uaa nei tre dipartimenti Metauro, Musone e Tronto, contemplati nel foglio di V. E. 20 novembre ultimo; l'altra, che le non prevedute circostanze hannomi indeclinabilmente forzato ad assumere, ben più difficile, meno splendida, e d'una uguale durata: voglio dir quella che riguarda 1 ingresso, la stazione ed il mantenimento della truppa napoletana. Quasi ottanta giorni di continuo travaglio ho necessariamente impiegato, onde tutto venisse compiuto per lo meglio, cioè a dire il doppio del tempo, che è bastato agli altri. E se non fossero accadute le note dolorose vicende, sarei tuttavia in quelle parti, secondo i replicati ordini precisi di S. A. I. .
Così il Compagnoni si esprime sull'opera di lui: Essendo stato spedito a riconoscere lo stato delle pubbliche cose nei dipartimenti meridionali,'ove un esercito, che si diceva amico, ingoiava superbamente ogni sostanza pubblica e privata, per agevolarsi la conquista del paese, Dandolo, privo di forze e di auto­rità, qualche spoglio potè risparmiare; e molti torti correggere, che disgrazia­tamente si era fatti un'amministrazione non ancora giunta a conoscere né l'in­dole generosa di quei popoli, né le cattive scelte di magistrati spediti a gover­narli. Dell'apparire di Dandolo in quei luoghi, della rettitudine sua, del suo schietto desiderio di giovare, di alcune provvidenze, che il giusto cuor suo e buono gli permise nelle pressanti angustie, in cui trovavasi, serberassi memoria in quei luoghi. Io mi restringerò ad accennare, come in quella sua corsa rapidis­sima, in mezzo alle querele dei cittadini ed alla incertezza ed ansietà di tutti gli flqìwnT mentre egli era inteso agli urgenti bisogni di una amministrazione stra­ordinaria e sconvolta, non solo teneva conto di ogni alcun poco grave oggetto, di cui un governo saggio avrebbe dovuto occuparlo a bene di quelle provincie ma aveva inoltre notata la massima parte degli errori in fatto delle cose agrarie, radicali in quei luoghi, nei quali il cielo e la terra danno tutto per renderli i più ricchi e felici d'Italia. Gli avvenimenti, che allora sopraggiunsero, avendo mutato faccia allo stato politico di quei paesi, non permisero al Dandolo di pubblicare le memorie che aveva tracciate . *)
Il Senatore stesso non s'era nascosto che, durante la sua missione, avrebbe incontrato parecchie e non lievi difficoltà; ma, a questo riguardo, così si espri­meva in uno degli ultimi rapporti al Ministro dell'Interno: Posso in effetto dir certamente a V. E. ed a me stesso che non ho risparmiato né cure, né fatiche, né disagi, per compiere, secondo le forze mie, il mio dovere . E noi, che sappiamo chi fosse Vincenzo Dandolo, non possiamo che sottoscrivere.
GELLIO GASSI
J) Memorie storiche relativa al eonte Vincenzo Dandolo e a* tuoi scritti, Milano, 1820.