Rassegna storica del Risorgimento
BENINCASA BARTOLOMEO ; DANDOLO VINCENZO ; MARCHE
anno
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1936
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pagina
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727
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La missione del Senatore Dandolo nelle Marche* eoe. 727
APPENDICE
a GIORNALE DI VIAGGIO del eonte Bartolomeo Benincasa sulla Missione di Vincenzo Dandolo nei dipartimenti del Metauro, Musone e Tronto. (21 novembre 1813-4 febbraio 1814).
1813. Novembre. Domenica 21.
Siam partiti alle due e mezza pomeridiane, e, dopo esserci alcun poco soffermati la aera a Lodi da quel Viceprefetto, siamo giunti alle otto della mattina del
22 novembre
in Parma, ove abbiamo scovato parecchi pubblici impiegati, provenienti dalle provincie illiriche, tra i quali Zelli. Grande allarme per Ferrara occupata e Bologna minacciata dai Tede sebi. Quelli hanno ordine di sgomberare subito da Parma e di partire per Fiume. Andiamo dal Duca d'Otranto, Fouché, ove troviamo Cratvos, già Intendente delle Provincie illiriche. Dopo lunghi parlari, risolviamo di partire a mezzogiorno, e verso sera arriviamo a Modena, ove smontiamo dal Prefetto. Nuovi discorsi e nuove informazioni confuse. Regnano timori intorno, benché le vicinanze non siano ancora occupate. Alle otto della sera si riparte, e a mezza notte si giunge a Bologna, scendendo al Pellegrino, ove si pernotta.
23 novembre.
Nella mattina lunghe visite al General Pino e al Prefetto. Molti discorsi, non belle notizie, sforzi senza forze, e ci rimettiamo in viaggio verso sera, e giungiamo a mezzanotte in Rimini, smontando da quel Prefetto. Superati gli ostacoli e le dilazioni per mancanza di cavalli, partiamo a notte molto inoltrata.
24 mercoledì.
Si fa giorno dopo la Cattolica; correndo, attraversiamo Fano, Senigallia, ove ci fermiamo un poco a discorso col Viceprefetto, ed arriviamo in Ancona dopo le tre della sera. Si alloggia nel magnifico, oscuro, freddo palazzo Trionfi.
2 giovedì.
Presentazione dei corpi pubblici al Senatore, continue conferenze col Prefetto Gaspari, succinto mangiare a quattr'occhi, indefesso lavoro sino alle due del mattino.
26, 27, 28, 29,
Incessanti occupazioni di lavori in discussione, esami, udienze, arringhe del Senatore immobile, che non mette mai né pie né occhio fuori casa: mezz'ora di pranzo mandato dal pasticciere ai due affamati, e lunghe mie veglie con la penna in mano.
30 novembre.
D Senatore, aggravato da reuma con febbre, poco lavora e per la prima volta si esce di casa a visitare i magazzini; si pranza dal Prefetto.
Dicembre. 1 mercoledì.
Alle tre pomeridiane si parte per Osimo, facendo un'orribile strada a lentissimo rompicollo. (Accolti, alloggiati, ottimamente trattati da quel eccellente, gottoso Vescovo, il card. Castiglioni). Nella stessa sera il Senatore riceve i Magistrati ed il Clero.