Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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739
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Note intorno alla biografia ili Carlo Pisacane 739
st proponevano di giungere sino ad Avellino; che il barone Brescia di colà aveva tenuto segreta corrispondenza con Giovanni Nicotera e con Pisacane, e che questultinio, quindici giorni prima dello sbarco a Sapri, erasi recato ad Avellino, travestito da monaco,l* ed era stato accolto in casa dal Brescia. Assicurava inoltre che lo stesso barone Brescia aveva inviata una lettera al Nicotera per mezzo del soldato di riserva congedato Matteo Campanile di Monteforte, il quale era stato altresì latore di altra lettera, in cui si accennava a progetti rivoltosi, inviata da tal Leopoldo Campanile, anche di Monteforte, a Carlo Pisacane. 2>
In seguito a codesta denunzia il presunto autore delle rivelazioni, Giambattista Jaccheo, messo a confronto col Marino, si mantenne sulla più assoluta negativa. Le indagini tuttavia proseguirono attivissime in provincia di Avellino, e precisamente a Solofra, ad Avellino stesso e a Monteforte, dove si assodò che i due nominati Campanile non esistevano affatto.
Il 10 settembre il giudice distrettuale di Avellino, Federico Manni, seguito dalla forza pubblica, operò una minuziosa perquisizione nella Casina di campagna, sita nel luogo detto Baccanico, del barone Brescia; e non avendovi rinvenuto nulla di criminoso, continuò le indagini, risultate egualmente infruttuose, nella casa di Avellino dello stesso. Il Brescia era stato funzionario della Intendenza; ma poi fu destituito dopo gli avvenimenti del '48 e quindi segnato fra gli attendibili politici di quel capoluogo.
Il giorno successivo, Il settembre, lo stesso giudice si recò in Solofra per una perquisizione in casa Ronca. La traccia per queste indagini fu indicata
di Monteforte, Esposito Paolo di Avellino, Fusco Sabato dì Avella, Grosso Antonio di Monte-forte, Gaeta Michele di Solofra, Muscetta Giuseppe di Avellino, Mingione Giovanni di Avellino, Pirozzi Antonio di Avellino, Policano Giovanni di S. Angelo dei Lombardi, Respino Guglielmo di Monteforte, Respino Giustino di S. Angelo dei Lombardi, Riggione Giuseppe Antonio di Cervinara, Santoro Antonio di Lioni, Tolimieri Luigi di Avellino, Torres Francescantonio di Accadia, Venezia Generoso di Atripalda, Verna Luigi di Cervinara, Visconti Salvatóre di Capri-glia. Cfr. Indice alfabetico dei documenti di rito, fascio 3377; BILOTTI, op. cit., p. 441 seg.
t) È noto che Pisacane stette a Napoli dal 12 al 16 giugno; ma è da ritenersi infondata la notizia della sua andata ad Avellino, come altresì poco verosimile l'altra del travestimento da frate o da prete, come pretesero il gendarme Battista e i due imputati Catapano e Venturini, e come credette l'Autorità giudiziaria, nonostante le continue smentite della polizia. II Procuratore Pacìfico fin) col credere perfino che si fosse recato a Ponza. Difatti il 7 luglio, da Gaeta, dove un sovrano comando per espresso lo aveva chiamato, inviò al Giudice regio di Ponza una nota istruttoria con l'ordine di indagare con la massima sollecitudine e riservatezza se era vero che quattro giorni prima dello sbarco in Ponza, e precisamente nel giorno 23 giugno, Pisacane, vestito da prete, si era portato nell'isola di Ponza, e fingendo di confessare si era mesBO in accordo con gli stessi condannati politici. Naturalmente le indagini risultarono negative. Cfr. fascio 3380, voi. 10, Incartamento relativo alla rivolta nell'isola di Ponza; è utile consultare anche il cit. voi. 2 della Corrispondenza diplomatica. V. inoltre: RONDINI, La Spedizione di Saprì, in JI Risorgimento italiano, 1911, p. 166 e ROSSELLI, op, cit., p. 272 seg.
2) La lettera di Campanile, scritta da Marsiglia, nella quale si davano notizie dei condannati polìtici di Ponza e Ventotene, fu sequestrata in coso di Pisacane. Di essa si ha notizia al n. 23 dell'indice del volume 6 dei documenti, in Appendice.