Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO
anno <1936>   pagina <742>
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Leopoldo Cassesa
Quanto egli dovesse al buon, vecchio lo apprendiamo da altra sua lettera, soffusa di commosso dolore, scritta alla cugina, quando apprese la morte di lui, nel 1854.
Carissima Luisa,
Ieri ricevei la tua infausta lettera, che mi annunziava la grave perdita che abbiamo fatto, ed U tuo giustissimo dolore. Le speranza che aveva di abbracciare quel rispettabile vecchio, mi vengono cosi crudelmente troncate; e perdo chi mi ha fatto più che da padre, chi ha pro­mossa la mia educazione, e chi nella mia presente difficile posizione mi ha fatto menare una vita indipendente e senza lo spaventevole spettro del domani. Non ci resta, cara Luisa, che soffocare nel nostro cuore i sentimenti di gratitudine, che egli tanto da noi meritava.
Ti ringrazio degli auguri che mi fai, ma essi difficilmente si verificheranno; i tempi, il mio carattere, i mici principi non sono propizie (sic) a co test e fortune, ma se la mia posizione cambiasse, non mancherei di aggiungere ai sentimenti di gratitudine che ho per te, anche quella di coi era debitore al Generale, ed in ogni modo cercherei dimostrarti la mia affezione.
Accodisci pacatamente ai tuoi affari; solamente voglio darti una preghiera. H nostro caro benefattore possedeva un ritratto di mia Madre, in miniatura, mi sarebbe carissimo di averlo; se puoi, se lo trovi, cerca di bene condizionarlo in una scatola, e quando sarai calma e sistemata, mi avviserai con una tua lettera, e sarà cara mia di mandarmelo a prendere. -
Enrichetta mi ha scritto, e non puoi credere quanto è rimasta addolorata; essa mi incarica di porgerti i suoi saluti, ed esprimerti il dolore che sente per la perdita sofferta. Addio, ti abbraccio.
20 marzo 1854 tuo fratello
Carlo Pisacane.
Il paterno affetto del vecchio generale per il giovane infelice esule si rivelò finanche nelle disposizioni testamentarie, come si rileva da quest'altra notevole letterina.
Cara Luisa,
Ho ricevuto con infinito piacere tue nuove, e godo che stai bene. Di me non posso dirti nulla di buono, se ne eccettui lo stare in buona salute*
Non puoi credere con quanto piacere ho letto che mi ài conservato una'cartiera rica­mata da mia madre; fammi il piacere di condizionarla bene, che sarà mia cura mandarla a prendere; del ritratto, poiché Io tiene Filippo, ty non incaricartene pio.
Mi addolora immensameute nel sentire che non hai avuto neanche il diritto alla pensione;ti assicuro, cara Luisa, che se non mi trovassi in preciso bisogno, rinunzierei del tutto a questo legato, ma se noi fo puoi esser certa che noi posso assolutatamente, credi almeno alla mia buona volontà.
Ti caricherò, come scrivi, la cambiale di D. 30 da pagarsi il 1 giugno.
(Erano) vari giorni che non riceveva notizie di Enrichetta; mi ha scritto inviandomi la tua lettera, e m'incarica salutarti affettuosamente.
Addio, cara Luisa; ti sono gratissimo della bontà che ài per me; salutami, se vedi Zio
Pietro e sua moglie, e credimi sempre
18 maggio 1854 tao aff-mo *atH-
Carlo Pisacane.
*) fratello maggiore di Pisacane. Su di lui efr. ROSSELM-, op. cii., p. 362; ROMANO, JVuow ricerche sulla vita sentimentale di Carlo Pisacane, in Rassegni Storica del Risorgimento, 1933, fase, I, p. 53, n. 4.