Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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747
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Noto intorno alla biografia di Carlo Flsucam 747
Accogli i nostri sincerissimi auguri pel tuo avvenire; son persuaso che tutti ti ammireranno e tu mostrerai verso loro quella bontà di cuore che ti è naturale.
Enrichetta ti saluta caramente, io ti abbraccio e sono tuo jiff.mo
Carlo. (A mia sorella)
Genova, 17 luglio 1855. Carissima Luisa,
Ho saputo che stai bene e ne sono contentissimo. Ho ricevuto la coverta* lavoro della defunta mia Madre, e non puoi credere con quanto piacere; te ne ringrazio perciò infinitamente.
Spero che ti troverai bene in seno di questa nuova famiglia, che essendo così buona, come sento, apprezzeranno le tue ottime qualità.
Enrichetta ti saluta affettuosamente. Io sto bene, come ancora Enrichetta e la ragazzina che spero potrai un giorno abbracciare.
Addio, cara Luisa, presenta i miei saluti ai tuoi nuovi parenti, ed amami sempre.
tuo (A mia sorella) Cario.
D. Luisa rispose a quest'ultimo biglietto eoa la lettera del 27 luglio dello stesso anno, da Solofra, della quale si è detto in principio. E poiché in essa eravi un poscritto dell'aw. Pasquale Ronca, Pisacane rispose ad entrambi il 4 settembre 1855, con la seguente lettera già nota e che qui si ripubblica per maggiore compiutezza, correggendone la data. ')
Carissima Luisa,
Ho ricevuto con piacere infinito la tua lettera del 21 luglio,2) e non posso esprimerti come siamo rimasti contenti tanto io quanto Enrichetta, nel saperti in buona salute, ed in buon accordo con la tua famiglia.
Salutami con grandissimo affetto tuo marito, e tuo figliastro di cui ho letto le non meritate Iodi che mi prodiga, ma sono contentissimo di meritare l'affetto d'un egregio giovane, e speriamo che un giorno potremo conoscerci da vicino, e gareggiare di amore verso la nostra comune madre.3)
X) Questa lettera esistente nella Collezione autografi della Biblioteca Universitaria di Genova, è pubblicata da FALCO, p. cit., p. 259 seg. Il Falco notò già che la data appostavi da Pisacane era errata, ma senza poterla correggere. Ora se si mette questa lettera in relazione all'altra del 6 maggio '55, e, se si pone mente al poscritto a Pasquale Ronca in risposta a quello di costui della lettera del 27 luglio dello stesso anno, forse andata perduta, ne risulta che essa fa scritta certamente nel 1855.
a) Anche qui il Pisacane sbaglia la data. La lettera della cugina, come s'è visto, è del 27 luglio.
3) Della comune Madre furono, difatti, non tiepidi innamorati i componenti della chiara famiglia Irpina dei Ronca. Un ramo di essa si trasferì da Solofra alla vicina Atripalda, dove diede prove molteplici di patriottismo il canonico D. Giuseppe Ronca, il quale, come commissario repubblicano nel 1799 si battè contro i realisti di unità ad una colonna francese. Condannato a morte, gli venne commutata la pena in quella dell'esilio; indi, tornato in patria per grazia sovrana nel 1801, prese parte come Grande Oratore, ai moti del '20, e perciò venne arrestato e spedito alla Pantelleria. Cfr. CANNAVIBIXO, Principali settari di Atripalda e del Sormese, in Atti della Società Storica del Sanato, TV (1926), fase. II. Mi piace ricordare inoltre che una nobile donna di questa famiglia. Angela Rosa Ronca, fu inudre del Can. Raffaele Masi di