Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
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1936
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748
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748
Leopoldo Cassesc
Enrichctta spesso racconta alla mia Silvictta per divertirla, che se andremo in Napoli, troveremo una zia che ai chiama Luisa la quale gli farà tante carezze e la hin ha gii conduce il tuo nome, e spesso vuole essere raccontato di quella zia che ora sta a Napoli,
L'estate finisce, e dopò tanti giorni di calma, pare l'orizzonte si annerisca, e minaccia tempesta, staremo a vedere.
Addio, cara Luisa, ricevi i saluti affettuosi di Enrichctta, ed amami sempre
tuo Carlo.
Due parole al sig. Pasquale - Le conoscenze, quantunque da lontano, e la stima scambievole che sorge tra due persone; senza che si conoscano; alcune vòlte ha un'origine che le amicizie recenti sembrano di lunghissima data, e l'elogio di ogni uno è appunto quello di stimare l'altro. Voi stimate me e io voi, per una cagione che prova un sentimento comune in noi, sentimento che ci lega più strettamente, che qualunque annosa amicizia, e se un giorno potremo stringerci la mano sulla terra che ci ha dato vita quella stretta di mano sarà più eloquente di un milione di lettere, e di politezze. Salute vostro
Carlo.
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Altre quattro; lettere rinvenute in un dimenticato fascicolo1) dello stesso processo per la Spedizione di Sapri, se non ci rivelano notizie nuove intorno alla vita di Carlo Pisacane, contribuiscono tuttavia a colorire, e non di tinte rosee, il quadro della sua vita di esule.
E noto che, caduta la Repubblica Romana, il Pisacane, dopo una breve, ingiustificata prigionia, riparò a Marsiglia insieme ad Enrichetta il 30 luglio; di là passò a Genova, quindi a Losanna e a Lugano, mentre la sua compagna si recò a Genova. Infine l'impossibilità di trovare un mezzo conveniente per campar la vita onorevolmente, lo spinse a riparare in Inghilterra,2) dove già per circa un mese si era rifugiato due anni prima insieme alla Enrichetta.
Atripalda. Questo austero, dottissimo sacerdote, fervente giohertiano, fu Deputato al Parlamento napoletano del 1848; poi nel '60 fu chiamato dal De Sanctis a dirigere il Liceo Vittorio Emanuele di Napoli; in seguito passò a dirigere il Beccaria > di Milano, dove ebbe la ventura di godere la stima di A. Manzoni, che lo ebbe amicissimo. Cfr. CUOCE, Per le biografie degli uomini del 1799, in Archivio Storico Napoletano, 1926, p. 378; D'AMATO, .4. Manzoni e Raffaele Masi, in Atti della Società Storica del Sanato, VI (1928), fase. IT-TH; CANNAVUXLO, Le elesioni politiche dell'anno 1848 nella Provincia di Avellino, in Annuario del R, Liceo Colletta di Avellino, 1928-29, p. 47 seg.
*) È il citato fascicolo di Corrispondenza riservata della Procura Generale del Re di Salerno col Ministero ed altri uffici. Le dette lettere originali si trovano a ce. 86-93, e sono scritte su carta molto sottile, carta per l'estero, come usavano gli amici di Mazzini in seguito a sue :-rjfèào~ mondazioni. Cfr. S. E. L, lettera 15 gennaio 1853 a James Stansfcld, e 17 gennaio dello stesso anno a Emilia fiawkes. Tranne per quella del 6 ottobre *52, è allegata al citato fascicolo la traduzione in italiano fatta da due impiegati del Ministero della* Polizia Generale, D. Errico Cordone e D. Francesco Mastriani, il noto romanziere popolare napoletano. Lo traduzione è stata riveduta sugli originali,
2) Cfr. RossEiit, op. cit., p. 90 seg., 110 seg. 366; ROMANO, Carlo Pisacane e la Repubblica Romana, in Rassegna Storica del Risorgimento, 1934, fase. DI, p. 250 seg. - Partendo da Roma Pisacane si munì di passaporto per Londra, che gli venne rilasciato in data 4 luglio '49. Cfr, n. 18 dell'indice del voi. 12 dei documenti, in Appendice.