Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO
anno <1936>   pagina <752>
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Leopoldo Cassese
Nil dcsperauduml II giorno felice vèrri senza dubbio .per rivederci, ed anche per 1*Italia e i BUOI figli. Scrivetemi novellamente, e ditemi a quale Indirizzo debbo mandare le mie let­tere, quando vi rispondo.
II aig. Biggs m'incarica di farvi i suoi complimenti. Lizzy e Carry salutano caramente. 3 loro Colonnello; e credetemi sempre vostra sincera e fedele amica.
Matilde A. Biggs. (Au Colonel Pisacane)
Mentre i due amanti erano separati, a Genova avvenne il noto episodio di Cosenz; indi il frettoloso ritorno di Carlo da Lugano e la ritrovata e rinnovata pace nella solitudine di Albaro.
Ivi nel novembre del '50 li raggiunse Matilde Biggs, durante il viaggio già preannunziato nella precedente lettera; ed allora Eurìchetta, che non aveva ancora perduta la speranza di fare un onorevole ritorno a Napoli, dovè affi­dare il compito all'amica, consenziente forse lo stesso Pisacane, di farsi inter­prete dei suoi sentimenti di madre presso i parenti. Ed ecco la poco consolante risposta, che ne ebbe di lì a poco, in cui viene descritto efficacemente il grigio ambiente spirituale piccoloborghese della famiglia Di Lorenzo.
Mercoledì, 15 maggio (1851)
Hotel de Rome - Napoli. !) Mia cara Enrichetta,
Ob quanto io desidero di scrivervi qualche cosa di consolante ! Ahi ! non veggo al presente che vi sia speranza alcuna di un cangiamento 1 Ho fatto tutto il possibile; sono stata anche imperti­nente, ma pel momento non c'è speranza. Vostro fratello Florestano,2) io credo, vi ama molto, e opino che farebbe tutto per servirvi, ma egli non ha potere, come non ha potere neppure vostra madre. U padre è assoluto in tutto. Ob, mia cara, bisogna agire per la libertà di tutti, per le donne come per gli uomini. La risposta è sempre la stessa: La madre ha abbandonato i suoi figliuoli; non è già per colpa del padre che ella non è con loro; lo ha fatto di sua volontà . Io ho detto: Deve ella soffrire per sempre per una colpa? . Si risponde: Bisogna sperare , ed ecco tutto.
I fanciullctti vennero domenica colla loro nonna: sono bei ragazzi. Io li baciai, e dissi loro che la loro madre mandava loro quel bacio; e quindi li baciai por mio proprio piacimento. Essi erano dapprima un po' timidi, ma il più grandetto che vi rassomigUa moltissimo, cominciò presto a domesticarsi con Lizzy, e quando il sig. Biggs cominciò a solleticare il più piccolo, questi si addomesticò benanche e rideva e parlava, ma noi non riuscivamo affatto a compren­derlo quando parlava. Vedrò domani la vostra piccola figlia Manina. Vorrei con tutto il cuore menarla da sua madre, se potessi, ma non posso fare altro che baciarla e dirle quanto sua madre l'ama e desidera di essere presso di lei.
Mia caro amica, forse è meglio per voi che non vi sia permesso di ritornare a Napoli. Sono sicura che voi soffrireste moltissimo qui. I vostri sentimenti e quelli della vostra famiglia non si accordano sufficientemente; sarebbe per voi un martirio di ogni ora. Tutti di vostra famiglia sono corlesisslnù e gentilissimi verso di noi, e dicono costantemente di essermi obbli­gati perchè io vi amo tanto; ma io comprendo che non potreste essere felice se doveste ritornar
H La data si ricava dal timbro postale.
2) Intorno a questo fratello di Enrichetta, cfr. lettera di lei alla madre del 19 luglio '47 in ROMANO, Nuove ricerche, ecc., p. 74.