Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO
anno <1936>   pagina <753>
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Note intorno alla biografia di Carlo Pisacane 753
qui, a meno elle non proteste ritornarvi indipendente ed in libertà di vivere in quel modo ohe più vi piacerebbe. Meglio è che viviate come ora vivete, e sperate sempre che il giorno verrà; allora ritor­nate, se pur lo potrete. Credete a me, cara Encichetta, qui soffrireste moltissimo. I vostri piaceri non sarebbero il loro, le vostre opinioni non sarebbero le loro; tutto sarebbe per voi penoso; è 'questo il castigo che debbono subire tutti coloro che si pongono contro il secolo in coi sono nati.
Vostro fratello Florestano è stato qui non è guari, e si è offerto di mandar questa lettera per me, ed ha parlato con molta benevolenza e sentimento di voi e della vostra posizione.
Vostra madre mi disse ieri sera che ella sapeva che il Colonnello P.(isacanc) vi aveva visi­tata, e lo aveva inteso da una o due persone.
Ella mi disse che il fratello di Carlo sapeva benissimo dove egli era. Quando scriverete a Carlo, ditegli ciò, e ditegli ancora che io non ho mandato la sua lettera a suo fratello, perchè mi accorsi, nel mio primo abboccamento con vostra madre, che non vi era molta amicizia tra le due famiglie; ed io desiderava, se fosse possibile, di evitare ogni pericolo, sperando difare qualche cosa per la mia cara Enrichetta.
Ora noi lasciamo Napoli cosi presto, che è troppo tardi il mandar questa, non avendo che altri tre giorni a rimaner qui e siamo impegnati per tutti i giorni. Giovedì dobbiamo pranzare con vostra madre; ed io vedrò il Sig. L(azzari). 1) Cercherò di essere amabile, ma mi sarà molto difficile: di' esserlo.
Addio, mia cara. Vi scriverò novellamente prima di lasciar Napoli, e vi scriverò di bel
nuovo da Firenze. Ho ricevuto testò un piccolo biglietto di Carlo piuttosto impertinente, ma gli
perdono. Se egli sapesse tutte le difficoltà che ho incontrato per venire a Napoli, mi stimerebbe
degna di lode, invece di biasimare il mio silenzio. Se avessi scritto più presto, sarebbe stato per
dirvi che io non poteva venirci, quindi per dirvi che lo potevo, e appresso, novellamente, ch'io
noi potevo. Per amor vostro io lo perdono, come anche perdono a tutte le espressioni circa
Madama Biggs nella vostra lettera ad Emilia. Madama Biggs pensava a voi ogni giorno,
anche quando non vi scriveva. Lizzy e Carry vi mandano i loro complimenti il Sig. Biggs è
fuori), come fo io, mia cara, povera Enrichetta, e credetemi
Matilde.
A questa lettera che dovè far sentire ancor più pungente ad Enrichetta il dolore di essere lontana da Napoli, perchè vi si parla con tanta materna bontà dei figlinoli, e che la rigettava, dopo lunghi giorni di titubante ansie, nella tri­stezza dell'abbandono col disperato consiglio racchiuso nelle parole meglio è che viviate come ora vivete , ne seguì un'altra in cui l'amica si difende dai rimproveri mossile da Enrichetta circa le discussioni avute con i parenti, e spiega con franchezza ed amichevole lealtà le ragioni che la facevan dissentire dal suo modo di pensare e di agire.
27 giugno (1851) Locanda del Re en Tonte for Ferrara. Mia cara Enrichetta,
Desiderava di scrivervi prima di lasciare Firenze, m assono stata~talmenteg occupata che differii di scrivere a quelli che io stimava avrebbero scusato il mio silenzio.
La dimora di Firenze ci è piaciuta tanto, ch'io la lascio con rammarico." Napoli pel suo golfo e pe* suoi ameni dintorni e cortamente più bolla di qualunque altra città d'Italia; ma la
lì Marito di Enrichetta.
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