Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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754
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754
Leopoldo Caasese
citta in sé stessa, secondo il mio gusto, non è piacevole Se io vi dimorassi, preferirei ubicare sul lido di quella incantevole naia, e non entrerei mai nella città, che quando vi fossi necessitata assolutamente. Presto mi annoiai di passeggiare in carrozza su e gin per Ghiaia ogni giorno, specialmente da che una sera, un cocchiere ubbriaco fece urtare la sua carrozza contro quella in cui noi stavamo, la ruppe, e poco mancò non facesse cadere in convulsioni la aignora (moglie d'un banchiere del paese) la quale mi sedeva al fianco,
A Napoli i cocchieri conducono nel modo più trascurato; spesso cadono i cavalli, e quando ciò accade nelle vie anguste, appena una successione di miracoli e Paiut.0 di San Gennaro possono salvai la gente dall'essere ammazzata. La strada di Toledo è una bolla strada, ma orribile per passeggiarvi, atteso il difetto dei marciapiedi. Ma pure, la campagna nei dintorni di Napoli è cosi allevatrice, che io non ho visto mai niente che mi sia tanto piaciuto e che mi abbia offerto tanto diletto.
Mi dispiace tanto, mia cara, di aver detto qualche cosa chea voi spiacela ch'io abbia detto a vostra madre e alle vostre sorelle; ma anche quando io mi accordassi interamente con le vostre opinioni (della qua! cosa non sono pienamente sicura), non credo che avrei potuto esservi utile col pronunziare apertamente le mie eccessive opinioni. Io volevo solamente che vostra madre avesse compreso che voi avevate acquistata un'amica in colei ebe, se non si accorda interamente con voi nelle vostre idee del giusto e dell'ingiusto, sapeva apprezzarvi ed amarvi, benché non avesse le medesime vostre opinioni. Questa è la verità, ed io credo che era meglio il dir loro ad un fiato: Io non sono interamente d'accordo con Enrichetta nelle sue opinioni; la trovo nn poco esagerata; essa mi trova di scarso ingegno (borace) son sicura di ciò ma l'amo e la stimo perchè ella agisce secondo i suoi principi: non sono suo giudice; ella deve agire secondo la sua coscienza, e finalmente così agisce . Non era meglio dir questo a bella prima, anzi che entrare in inutili discussioni in quanto al vedere se queste opinioni erano da biasimarsi o se voi foste da biasimare? Confesso di non essere interamente della vostra opinione, ma pure io credo che so valutarvi, e sono sicura che so amarvi. Ed io baciai la vostra figliuolina col cuore ripieno di renerezza e di compassione tanto per la madre quanto per la figha; e il pensiero mi si affacciò che questa povera fanciulla venisse sacrificata in nn matrimonio male assortito, perchè la sua cara madre, che dovrebbe vegliare su lei come il suo angelo custode, atteso la di tei inesperienza, è lontana da lei.
Sono appunto pensieri come questi che riempiono il mio animo di dubbi se convenga ad una madre lasciare i suoi figli, e sopratutto le sue figliuole, e vengo alla conclusione che è meglio per la madre il sacrificar sé stessa per amor della sua prole. Chiomate ciò prostituzione, se vi piace. *) Una madre dovrebbe piuttosto prostituir sé stessa, anzi che permettere che venga prostituita l'innocente sua figliuola. Ma coloro che diversamente opinano su tal subbietto, dovrebbero anche agire diversamente e non far dell'altrui coscienza la propria guida.
Voi non cesserete certamente di amarmi perchè io penso diversamente da voi. Spero ebe comprenderete quello che vi ho scritto; non è bene espresso, perchè sono costretta a scrivere in fretta. Siamo sulla via di Ferrara, e ci siamo fermati ad un piccolo sito chiamato La Locanda del Be , dove Passatore rubò la diligenza alcuni mesi fa.2) La Locanda è cosi vicina al luogo dell'avvenimento, che è meravigliosa circostanza come gli abitanti della Locanda ncn ne sapessero niente finché il tutto non fini. Fummo avvisati a Firenze di non passare per questa via. e
i) Per le idee, non condivise dalla Biggs, di Pisacane e di Enrichetta sull'amore e sul matrimonio, cfr. specialmente la lettera di Pisacane ai parenti in ROMAKO, Contributo alla biografia di Cario Pisacane, in Civiltà Moderna, 1931, n. Ili, p. 589 seg.
2) Il famoso brigante Romagnolo Stefano Polloni, il Passatore cortese del PascoJi.fu ucciso dalla forza pubblica il 23 marzo 1851, e perciò si deve trattare di una delle sue ultime gesta brigantesche. Cfr. sa Passatore, A. AMJEUTAZZI, Strane storie di storia vera, Milano, Vftagliano, 1920, p. 245 seg.