Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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756
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756 Leopoldo Cassese
beìlisHìiua sua mamma, che io conobbi a Nizza; ma cbe, come voi, non ai fa viva da circa quattro mesi. E il signor Hcrtzcn sta viaggiando quasi sempre da allora. *)
Lizzy e Carry hanno rinsaldata la loro amicizia con Alessandro e hanno chiesto che egli rimanesse pochi giorni con loro a Sevenoaks. Tale richiesta, con loro grande piacere, fu soddi-sfatta: ed ora l'amicizia dei tre è veramente grande. Essi hanno promesso di scriversi e di non scordarsi mai Tun dell'altro 1 Mi pregano di inviare il loro costante ricordo a voi ed anche al Colonello. Entrambe studiano con attenzione l'italiano. 'L'Italia e Popolo arriva, ogni giorno, mentre siamo a pranzo, ed Elisabetta ha il privilegio di aprirlo e leggerlo per prima. A proposito dell'italiano, cara mia, voi non mi fate giustizia ! Sono in condizione di leggerlo traendone grande diletto; e se fossi di nuovo in Italia, potrei subito parlarlo assai bene. Trovo difficoltà nello scriverlo, ma, se sono costretta a farlo, possono riuscire a farmi intendere.
Scrissi una lettera alla cara Signora Maria e ricevetti la sua risposta circa quindici giorni prima che morisse. Oh, qua! perdita è stata, la sua, per suo figlio! Scriverle era il più grande conforto per lui. La presenza e la dimora di lei a Genova pareva gli dessero l'illusione di avere tuttora una casa in Italia. Egli non ne parla molto; ma appare più magro e più pallido che mai.2)
Ih quale condizione versa la Fraudai Come è caduta, come è degradata! E la giusta ed adatta punizione per la sua condotta verso l'Italia; ma è impossibile non compatirli, vilipesi come sono e dominati per tale servile imitazione di un grande uomo! Parlano continuamente del desiderio di invadere l'Inghilterra, ed alcuni francesi in Londra sono stati insultati da alcune persone, con la domanda: Fate voi parte del grande esercito di invasione? .
Bezzi era in un omnibus, l'altro giorno, e il resto dei viaggiatori parlava sprezzantemente dei francesi. Un signore, con un segno, fece capire agli altri di tener presente che vi era un francese, che forse poteva capire le loro osservazioni. Tutti tacquero sull'istante. Ma Bezzi che aveva afferrato il significato di quello che stavano dicendo, spiegò chi egli era e che era esiliato dai francesi. Tutti i passeggeri si tolsero il cappello e molti gli strinsero calorosamente hi meno ed espressero la loro simpatia.
No, non si debbono giudicare le nazioni dai loro governi. Il governo inglese è egoista e senza principio; ma, come popolo, simpatizziamo sinceramente con quelli che lottano cosi nobilmente per la loro libertà, come hanno fatto gl'italiani.
Addio, cara mia, speriamo. Il buon giorno verrà. Possa la nascita del vostro piccolo coincidere con hi nascita di un nobile avvenire!
Stango la mano al vostro Carlo e tenetemi fra le vostre care. Matilde.
Codesto angario affettuoso e sincero dell'amica, purtroppo, non si avverò. Ma i due nobili onori, sbattuti dalla bufera della passione cbe spesso li spinse lontano l'uno dall'altro con forza inesorabile, si cbe pareva cbe tra loro si fosse
*) Sono il celebre esule russo Alessandro Herzen e il Colonnello, poi generale, Haag che fl Pisacane aveva conosciuto a Roma. Cfr. su Herzen i vari accenni nell'Epistolario di Mazzini, e specialmente la lettera a Matilde del 26 agosto '52 che si riferisce alla gita di lui a Sevenoaks; M. SLONIM, Storia delle rivoluzioni in Russia, Milano, 1929, passim. Per i suoi rapporti con Pisacane, cfr. ROSSELLI, op. cit., p. 194 seg.
?) La morte della Madre di Mazzini riempì di costernazione gli animi di tutti gli amici e rese esule nella sua stessa patria il grande agitatore. La Biggs ci rappresenta il dolore muto e cupo di Mazzini con efficace immediatezza. La morte, aveva scritto Mazzini, è una cosa solenne... Noi non dobbiamo profanarla con dolore violento, infantile; noi dobbiamo migliorare nella sua contemplazione, amare più intensamente e religiosamente l'estinta e considerare più seriamente la vita stessa, i suoi doveri, i suoi affetti . Lettera ad Emilia, 6 dicembre 1850, in morte della sorella Elisa.