Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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757
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Note intorno alla biografia di Carlo Pisacane 757
aperto un abisso incolmabile, ritrovarono lu pace dello spiritò, e novella forza per affrontare il duro destino, entro una culla, nell'amore di una bimba: ed allora forse solamente si sentirono per sempre uniti.
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2 luglio 1858: anniversario della strage di Sanza. Nelle carceri di Salerno giacciono i superstiti compagni di Pisacane, in trepida attesa della condanna che si prevede crudele per i capi sfuggiti miracolosamente al massacro. In mezzo ad essi, segregato nella corsia detta pomposamente dei Nobili , Giovanni Nicotera, fiero, temerario, spavaldo, incoraggia i compagni di sventura, ne allevia come meglio può le sofferenze,l' inviando danaro ai più meritevoli; e, tra 1 indifferenza generale del paese, dettata dalla paura, si sforza tenacemente di tenere accesa la fiamma della fede nel cuore almeno di quei pochi generosi che gli stanno intorno carichi di catene e di sofferenze fisiche e morali.
Nella solitudine del carcere, confortata solamente dalla materna voce incuoratrice di una nobile e generosa donna, la marchesa Odile Botti Poggi di Lerici, 2' il giorno dell'anniversario del massacro, gli sembra più lungo degli altri, ed il ricordo gli spezza il cuore di nuovo.
Come in quel dì, scrive il 3 luglio '58 ad Enrichetta, ho riveduto l'inumana strage ed ho udito i lamenti dei morenti .3)
Da Genova si unisce al dolore di lui Enrichetta, la povera, derelitta naufraga che, fra tante sciagure, mostra ancora un virile coraggio e la tempra di donna eccezionale.
*) In A. S. S., allegati al fascicolo intitolato: Processo in ordine olia cospirazione progettata e non conchiusa, a fin di cambiare la forma del governo nel corso del 1858, contro Francesco Monastero di Giovinazzo, Giuseppe Datteri e Agostino Ghia, si trovano una trentina di biglietti da Nicotera inviati in carcere a Monastero; dai quali si rileva l'assidna cara che egli aveva per i suoi compagni. Serviranno, insieme ad altri documenti rinvenuti, ad illustrare il periodo della prigionia del Nicotera a Salerno, in altro articolo. Accenno qui che il progetto cui allude Nicotera nella lettera ad Enrichetta, della quale sopra si parla, era quello dell'evasione, di cui l'autorità giudiziali!! imi con l'avere notizia. Cfr. Incartamento svila tentata fuga di alcuni condannati politici esistenti in queste prigioni centrali nel corso del 1858, in A. S. S., Processo per la Spedinone di Sapri, fascio 3151.
2) Mamma Odile, come la chiamavano tutti i condannati politici, figlia del marchese Iran-cesco Botti di Lerici, sposata Poggi, si recò in Salerno per provvedere alla difesa del figlio Gaetano e del nipote Felice Poggi che furono tra i Lericini imbarcatisi con Pisacane a Genova. Stette a Salerno fino alla fine del processo e fu attiva, infaticabile intermediaria fra i prigionieri ed i patrioti esterni. Rimangono di essa, in A. S. S., alcune calorose lettere in copia ed originali, che meritano di essere conosciute, perche denotano la generosità del suo cuore e la nobiltà dei suoi patriottici sentimenti. Cfr. Dizionario del Risorgimento Nazionale, III, p. 122; L. A. PACANO, La Spedizione di Sapri e la prigionia di G. Nicotera, in Rassegna storica del Risorgimento, 1934, fase. II, p. 360 seg.
3) Pubblicata da CoRATOtO, Il dramma d'amore di Carlo Pisacane, in Nuova Antologia, 1933, gennaio-febbraio, p. 572 seg.