Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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758
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Leopoldo Cosasse
Ecco come rispose alla dolorante lettera dell'amico prigioniero. ''
Genova, 11 luglio 1858. Amatissimo fratello mio,
Fa ieri che ho ricevuta la vostra carissima del 3, io non trovo pace, sento doppiamente il bisogno di piangere, ed il mio cuore è lacerato pensando che fra due giorni la vostra sorte sarà decisa!2) Ed io che sperava tanto d'abbracciarvi presto! Amico mio, ve ne supplico, fate l'impossibile, solo per salvarvi, che io possa vedervi ed abbracciarvi una volta sola! la cara Silvia pianse ieri meco, vedendomi piangere, e mi domandava se presto sareste qui, essa mi diceva: Se quel caro N. verrà lo terremo chiuso in questa stanza, niuno lo vedrà, e se vorrà prendere un po' d'aria, lo faremo un po' uscire in giardino >, allora io le dimandai: Ma pensi tu che lo rivedremo? . Essa stie' un pò* pensierosa, e poi soggiunse: Io direi di si. ma quel birbante... temo non gli permetterà di venire sin qui, esso che ha fatto morire il mio papà .
Io speravo che con denaro potevate salvarvi, ma come dite non è ciò che vi vuole, ossia ve ne vorrebbero molte, ma molte migliaia. Non ho mai desiderata esser ricca, ma da ieri desidererei avere almeno 100 mila ducati; mi trasformerei, verrei in Salerno, e comprando e pregando con preghiere irresistibili, son certa vi salverei; ma ohimè I ove prendere tanto? Se con un migliaio di franchi potrei (sic) salvarvi, la Silvia li ha, e sarei felice impiegarli per opera si santa* ma voi mi rifiutate, lo credete forse inutile, io non so cosa fare! Se si trattasse di me, ve l'invierei per soccorrere i vostri compagni, ma per l'avvenire dcll'orfanella chi vi penserà? Se io muoio essa mancherà di tutto. Voi salvo, morrei contenta e certa de) suo avvenire. 3) Darò qualche SO franchi al carissimo amico cui date la commissione per soccorrere i vostri infelici compagni, ma desidererei dare tutto, ed anche la mia vita per salvare la vostra. Ma già hi vita per me è il più lieve sacrifizio, a che vivere per sempre soffrire? Io invidio l'amato Carlo! Tutti dicono: disgraziato chi muore, invece io penso: felice chi muore! Sentirsi sempre il cuore lacerato, vedersi circondata da persone indifferenti, che nulla comprendono, dover fingere di stare allegra per non esser di peso, distrarsi per tante piccolezze, mi sforzo a nascondere la mia pena perchè non è compresa, è vita questa peggiore di mille morti, e se non avessi Silvia a quest'ora sarei andata in Napoli per rivedere i figli miei e sarei quindi morta. *>
Ma ora penso solo a voi, voglio rivedervi, per pietà, salvatevi ! Commovete i vostri cannibali! A me pare dovreste avere questo potere, e se mi amate, se amate la Silvietta vostra non pensate alla vendetta; la miglior vendetta, e hi pia nobile, sarebbe la rivoluzione; questa non è in poter vostro. Per me poi sta che i più colpevoli sono i corrispondenti di Napoli, che ora se
1) Questa lettera trovasi in copia nel volume intitolato Incartamento sulla corrispondenza politica di Giovanni Nuoterà, in A. S. S fascio 3177, voi. I.
2) Nicotera le aveva scritto il 3 luglio che la sua sorte si sarebbe decisa il 13, ma la decisione della Gran Corte si ebbe invece il 19 dello stesso mese. La pena di morte venne poi commutata in quella dell'ergastolo con decreto del 22 luglio. Per la grazia a Nicotera, cfr. E. EE, La grana a Giovanni Nicotera e il segreto di Nina Poerio in Miscellanea di Studi Storici in onore di Alessandro Lazio, Firenze 1933, voi. II, pag. 309-311; ÌdM Anatra di Nina Poerio, in Rassegna storica napoletana, 1933, fase. 3, p. 19 seg.
3) Nicotera sciolse il voto adottando dopo il '60 la Silvia. Come s'è visto a principio, nel *61 era tutore di essa un tal Gonsalez di Napoli. Sull'adozione di Silvia da parte di Nicotera cfr. ROSSELLI, op. cit., p. 433.
*) Intorno alla vita di Enrichetta, dopo la morte di Carlo, a Genova, nella casa dove si recavano gli amici come se vi fosse la tomba di Pisacane , cfr. ROSSELLI, op. cik, p. 347, 409. L'abitazione di Pisaeane era in via Colombo 4, int. II, secondo Falco, p. 268, mentre il Daneri dice che era iu via Edera. Aggiungiamo ora ohe l'appartamento che egli occupava con