Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO
anno <1936>   pagina <771>
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Appunti, notizie e varietà 771
in tre volami intitolati Scrini letterari di un italiano vivente, e lo Poligrafia italiana ne pub­blicò uno m Firenze col titolo Proso politiche di Giuseppe Mazzini. Deve sapergli grato ia Patria nostra se quest'uomo insigne seguendo le ispirazioni del cuore s'indusse a pubblicare le proprie idee in lingue straniere affinchè in nessuna parte di Europa andassero ignorate le nostre avventure, e le aspirazioni degli Italiani ad un migliore avvenire.
Il popolo di Roma sorgendo a nuovi destini nella elezione del 21 febbraio Io chiamò con quasi ottomila voti a sedere nell'Assemblea Costituente suo rappresentante. Eletto anche in altre province della Romagna otto per Roma, che sempre fu in cima ai suoi pensieri, il suo faro nella terra dell'esilio, la pietra angolare sopra la quale starà soldo il grande edificio dell'Italia del Popolo, a cui l'illustre Cittadino ha consacrato se stesso.
Tali suonarono le sue prime parole all'Assemblea Romana, che ora si anima di giorno in giorno del suo spirito altrettanto conciliatore, quanto immutabile nelle sue convinzioni. La sua parola calma, modesta, persuasiva, sincera si può ben dire che va al cuore di tutti, perché viene dal cuore, dal cuore più affettuoso, e più nobile che abbia mai palpitato per la gran­dezza e la liberta, dell' Italia.
Ecco la vita del Mazzini che con coraggio indomabile scrisse e sostiene che da re, da prin­cipe, da papa non può venire oggi, né mai salute all'Italia. Roma intese con compiacenza, che 1 Assemblea chiamò a far parte del triumvirato quest'uomo, che due termini pose al ver­tice: e alla base della piramide sociale: Dio e Popolo.
{La Guardia Nazionale Italiana, trini. I, per. II, n. 26, venerdì 30 marzo 1849).
BIBLIOGRAFIA: È inutile dare ai nostri lettori una bibliografia mazziniana. Basterà rimandare alla Edizione Nazionale dagli Scrìtti editi e inediti di G. MAZZINI, Imola, Calcati, 1906 e segg, ad A. LODOLINI, Bibliografia mazz'.rian i, Milano, Fcder. ital. delle biblioteche popolari, 1932, e agli Appunti di bibliografia mazziniani che si pubblicano nel Giornale storico ìe letterario della Liguria, diretto da A. Codignola.
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CARLO EMANUELE MUZZARELLI. - Ci freme nell'anima un nobile sentimento di orgoglio nazionale pronunciando il nome di Carlo Emanuele Muzzarelli, cittadino ebe per fede, ingegno e onestà primeggia fra coloro, ai quali Roma confidò la sua gloria, e la causa della libertà democratica.
Non diremo, come altri fece, ch'egli appartiene ad un'illustre prosapia. Gli uomini della Repubblica hanno bisogno di ben altri titoli, che ciondoli, e pergamene per segnalarsi: di ciò abbiam fede non vorrà farcene debito, perchè è noto a molti com'egli non ambì, anzi disprezzò sempre questi effimeri onori, inventati dai principi per inceppare la libertà degli ingegni.
Nacque in Ferrara sul finire del secolo, e fu tenuto al fonte battesimale da zio materno, che morendo, lo arricchì di pingue legato. Condotto in Asti, mentre era fanciullo, dopo aver dimorato breve tempo nella patria di Alfieri si restituì coi genitori in Ferrara, ove die opera agli ameni studi, e coltivò la poesia, nella quale si distinse in modo che a 18 anni dettava versi improvvisi. Per vaghezza di gioventù nel 1815 entrò in milizia, e dopo aver servito tre anni come sotto-tenente del 3 Reggimento di Linea, si dimise per dedicarsi agli studi di giurisprudenza.
Offrì la capitale un più vasto campo all'eletto ingegno del giovane ferrarese. Vi giunse nel 1820; laureato in ambo le leggi nella Romana Università, cercò di perfezionarsi negli studi di ragion civile. Fu la patria che schiuse lo via degli onori al suo nobile concittadino con lo eleggerlo avvocato concistoriale, e quindi deputato della città e provincia, titolo che com­pendia l'antica rappresentanza degli ambasciatori di Ferrara alla Corte di Roma. Pio VII lo nominò suo prelato domestico, e uditore della Rota Romana. Divenuto decano di quel tribunale, appartenne come consultore alla Congregazione dei Riti, e come giudice di diritto alla fabbrica di S. Pietro.
Mentre però tutta Italia onorava le virtù di Muzzarelli, mentre le più illustri accademie estere, e nazionali fra le quali nominiamo l'Ercolancse di Napoli, l'Archeologica di Roma, e quella dei Lmcei, registravano il suo nome nel loro albo, ed altre lo dichiaravano presidente, come la Latina, e la Tiberina, Egli vedeasi allontanato dalle cariche, che gli erano dovute per