Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO
anno
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1936
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pagina
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Appunti, notizie e varietà
altezza di mente, pei dolcezza di modi, per soavità di costumi. I tempi però hanno svoluto L'alto segreto. Muzzarelli amò la causa della umanità, la causa dei popoli, e mentre la sua anima scioglicasi nella dolcezza degl'inni religiosi riprodotti in tutta Italia, accanto a quelli di Manzoni e di Borghi, il suo cuore generoso fremea nella speranza dell'avvenire. Incapace di adulare, incapacissimo di mettersi in una via, che non sapea, e non potea correre intiera, amò i profughi, corrispose con gli esuli, parlò il vero con dignità, e con franchezza, visitò tutta l'Italia, strinse amichevoli rapporti in Sicilia, apri la sua casa agli uomini d'ingegno, e nei viaggi, e nella coltura delle lettere trovò quel compenso, che solo potea sperarsi dai tempi. Senza distrarsi delle gravi cure giuridiche or lo vediamo chiedere ai vari dotti d'Italia qualche cenno della vita, e delle Cariche durate su i libri, per quindi trasmetterne le notizie ai giornali, e aggiungere riverenza al loro nome, e gloria alla Nazione,1) ora meritare nobilissime epigrafi, o scolpite su marmi, o innestate in varie biografie d'uomini illustri. Chi vuole un saggio della eleganza del suo stile legga gli elogi da esso dettati di Bonati matematico Ferrarese, del Pindcmonte, del Lucchesini, e di altri. Passionato quant'altri mai di ogni maniera di buoni studi e specialmente dello stile epistolare raccolse molti autografi di lettere, ne formò una collezione che è delle più. rare in Italia. Moke di esse, o fanno parte di vari epistolari, o sono sparse in giornali. Fu testé pubblicato in Firenze quello del Leopardi, ove il Mnzzarelli è ricordato con onore, ma vi si leggono meno di 80 lettere, da lui comunicate al suo egregio amico Prospero Viani. Sono ben pochi i giornali di letteratura che non fanno onorata menzione del Ferrarese, e moltissime sono le opere dedicate al suo nome. L'autore della Nemesi, U Barthlemy, in una sua lettera in versi francesi diretta a Pio IX parla con lode di Muzzarelli. Quintino Guanciali elegantissimo poeta latino nel tributargli la sua opera Hanneman che fece il giro d'Europa accompagnò il dono con un elegante epigramma. Ferrara cui largì Muzzarelli gran copia di libri, fra i quali opere di aito valore pose il suo ritratto fra quello dei più illustri Ferraresi, e si disse meritatamente che i veri amici del cittadino decoro plaudivano non ai vani nomi, ma agli utili fatti, che quella offerta fu giudicata ammirabile per la natura dei tempi avari, che corsero. Al Ferrarese Danielo Bartoli, di cui Giordani ridestò il culto fra noi, fece a sue spese scolpire un'erma che figura nella Protomoteca Capitolina.
Ma il nome di Pietro Giordani c'invita a parlare di cosa che, lode a Dio, fra non molto sarà appena creduta. Fu tale negli scorsi E*"" la bile dei perversi verso il nostro prelato, che gli facea colpa dell'amicizia, di cui l'onorava il principe dei prosatori italiani. Credeano quasi di fargli uno sfregio dicendo: È Vomico di Giordani. Perdona ombra venerabile del magnanimo italiano, e godi, che i tempi han dispersa la trista razza. Volca quell'uomo insigne dedicargli la sua illustrazione della fiducia in Dio statua scolpita dal Bartolini, ma Muzzarelli pregò l'amico ad astenersene per non compromettersi maggiormente, rinunciando cosi non tanto al suo amor proprio, quanto all'onesta compiacenza di vedersi onorato dal primo scrittore d'Italia. Erano questi i martirii morali, che gli pesavano sull'anima, martirii che possono degnamente apprezzarsi da pochi.
Fra i molti suoi amici vogliamo annoverare Ferdinando Ranalli, nobilissimo ingegno, che accolse con amore, e favoreggiò in ogni maniera di buoni studi. Questi quasi a titolo di gratitudine consacrava al suo amico e mecenate uno dei suoi pruni lavori letterari, la traduzione di una parte delle lettere latine del Petrarca, Questo dono, che costò l'esilio al traduttore, procurò molte amarezze al prelato. Non piaceva a Gregorio XVI, che venissero portate in luce le nefandità del Clero Romano degli antichi tempi, quasiché fosse nel potere degli uomini, che i fatti non fossero, e che la storia giusta dispcnsicra della lode e del biasimo, tacesse quest'ultima perché si viene a riversare su di uomini addetti al sacerdozio. A fronte peraltro di queste angustie nel suo animo non venne mai meno l'affettuosa amicizia al Ranalli.
Ma la vita pubblica di Muzzarelli non émeno interessante della privata. Accordata da Pio IX la costituzione ai suoi popoli fu nominato Presidente dell'Alto Consiglio, cui subito rinunciò per
i) H prof. EMHJO DE TEPAEDO nella sua opero Biografia dogli Italiani illustri, pubblicata in Venezia scrive: Ci siamo consigliati con autorevoli personaggi fra i quali sarebbe manifesta sconoscenza se non ricordassimo principalmente i nomi di un Muzzarelli, d'un Vaccolini, d'un Gamba, di un Tomasco . [Nota deWA.].