Rassegna storica del Risorgimento

BANCA ROMANA ; ROMA
anno <1936>   pagina <774>
immagine non disponibile

ippuniif notizie e varietà
* * PER UNA RECENSIONE. - Riceviamo dal comm. doti. Nello Quilici e pubblichiamo
Illustre Signor Direttore detta Rassegno Storica del Risorgimento*
Leggo soltanto adesso la recensione del mio volume Banca Romana (Milano, Mondadori, 1935), comparsa nel fascicolo II (febbraio 1936-XIV) della Rassegna storica del Risorgimento italiano. Mi sia permessa una breve replica. Tengo prima di tutto a garantire che non solo non mi ram­marico, ma sono grato ad Amedeo Moscati per la diligente correzione di bozze ch'egli ha fatto del mio volume sulla sua rivista. E lo assicuro che terrò conto della segnalazione di n. 8 errori o inesattezze da lui riscontrati.
Otto o nove refusi o inesattezze di redazione, in un volume di pagine 731, costituiscono in realtà un magro bilancio per un recensore animato di propositi tanto severi; saranno tutta via corretti nella imminente seconda edizione: e lo saranno tanto più facilmente, in quanto i dati esatti si possono riscontrare, o nel testo o nelle note, solo che il lettore lo voglia, anche nella prima. Così per il Saint Bon morto, non già nel novembre, come dice il Moscati, ma il 26 gennaio 1892; come per l'Elicmi, la cui biografia compare a p. 567; come per il Grimaldi i cui dati biografici sono a p. 70, e la fotografia a p. 129 con la scritta ben chiara di Ministro del Tesoro , ecc. Qaanto al Grimaldi, che fosse proprio lui il sospettato di aver promosso la candidatura di Tanlongo al laticlavio, e non il Locava, come erroneamente crede di correggere il Moscati, è affermato dallo stesso... Grimaldi. Basterà aprire il volume a p. 607, dove si Grimaldi si difende davanti ai Sette proprio da quella accusa, nonché dall'altra di aver trascu­rato di indagare sulle banche di emissione allorché era Ministro dell'Agricoltura (1884-1888). Mi duole, ma non è vero affatto che nel volume non sia ricordata VOpinione e che non si riconosca al vecchio foglio romano l'appellativo di nonna : apra il Moscati ancora una volta il volume a p. 116 e vi troverà in nota tutti i dati relativi a quel giornale, ivi com­presi quelli che probabilmente il Moscati finge soltanto di conoscere; che il Fanjulla meri­tasse, a gara con la consorella, lo stesso epiteto, è provato ad esempio dalla collezione del Don Chisciotte, che il Moscati può consultare a volontà. Nella stessa nota a pie di pagina in cui si parla dell'Opinione si descrivono le varie vicende del Corriere della Sera, dall'origine ai nostri giorni: il Moscati vedrà che non avevo bisogno di imparare da lui che nel 1898 il grande giornale milanese era diretto dal Torelli-Viollier: il Cora andini già direttore della Sera, era in quell'anno collaboratore del Cornerei proprio sul Corriere uscì la sua corrispondenza. Vuole saperne un'altra, il Moscati? La qualifica del Coni andini a direttore del Corriere della Sera* è neWEncicfopedìa Italiana (voi. X, p. 910) a firma A. Sor. (Albano Sorbelli) il che prova che un lapsus può capitare anche a uno storico che il Moscati non oserebbe chiamare roman­ziere . Il Moscati insomma dimostra mi scusi, signor Direttore di non saper correggere i sunnominati otto errori, che egli trionfalmente denuncia, senza enunciarne per suo conto per lo meno altrettanti; con la differenza che i miei sono sparsi nelle 730 pagine e nei duemila nomi ricorrenti nel volume, mentre i suoi sono accumulati in una pagina e mezza della .Rassegna. Ma ho detto che non mi adonto do Uà collazione, anche se il Moscati fa un uso veramente esagerato di punti esclamativi, che gli danno l'aria di un imbizzito Cirillo. Con un po'di buona volontà e con minor prevenzione, il Moscati avrebbe scoperto che le sunnominate inesat­tezze non bastano a definire il valore del volume, dove anche quei nomi e quei dati sono del resto, quasi tutti, nel corso del racconto, rettificati ed esatti. Ma il Moscati pur rendendo il merito dovuto all'autore, ecc., ecc. trova che < per la speciale attitudine del mio ingegno ero piuttosto adatto a scrivere un romanzo politico, che l'opera obbiettiva e documentata di sto­rico che mi ero prefisso. Infatti, io non ho fatto e scritto, in tutta la mia vita, che... romanzi! E questo è... il primo libro di storia che io oso scrivere 1 (Così, per esempio, riconoscevano il Volpe* il Luzio, il Rodolico, il Pontieri, 1' Orano, che mi giudicavano l'anno scorso maturo all'unanimità per una cattedra di storia politica moderna). Ma lasciamo andare. Ella mi per­metterà, signor Direttore, di fermarmi soltanto sopra qualcuna delle speciose ragioni che il Moscati adduce, a, conforto del suo sommario incitamento... al romanzo. Non solo per me, ma per i lettori della sua Rivista, e bene chiarire, e invitare il medico... a curare se stesso 1
774