Rassegna storica del Risorgimento
BANCA ROMANA ; ROMA
anno
<
1936
>
pagina
<
775
>
Appunta notizia e varietà 775
Con molta sufficienza e altrettanta inesattezza, il Moscati afferma che * i cosi detta Banca Romana o la loto ripercussione sulla vita italiana dell'epoca erano già siati fedelmente narrati a suo tempo, noi volarne di Napoleone Colui anni (Banche e Parlamento, Milano, Trcvee, 1893), Vediamo. Il volume di Colaianni fu scritto nell'estate e usci nel settembre di quell'anno; il verdetto dei Setto fu reso pubblico nella seduta del 24 novembre: proprio nel novembre la relazione dell'on. Montini fu compilata e approvata dai Commissari. Dal 20 al 31 ottobre -furono interrogati il Fazzari, l'Imbriani, il Cavallotti, il Nicotcra; il 2 ottobre il Ministro del Tesoro (è dotto proprio così, e non dell'Agricoltura , p. 615, Bernardino Grimaldi). L'ultimo interrogatorio di Giovanni Giolilti avviene a Palazzo Brascbi alle due del pomerìggio del 29 ottobre ed è certo il più importante e il piti conclusivo di tutti. Le indagini continuano Berrete fino al 19 novembre (p. 618). Le conclusioni dell' inchiesta furono stabiliteli 20, il 21, il 22, il 23 novembre (vigilia della lettura alla Camera) per dieci e anche dodici ore consecutive (p. 619). Addirittura del 14 novembre (giungendo poi ai Sette il 19) 6 lo lettera di Francesco Caspi, nella quale egli parla per la prima volta dei documenti di P. Tanlongo e della sua cambiale di lite 244.000 presso la Banca Nazionale, su cui Giolitti aveva tentato la più audace ritorsione ricattatoria. Dunque è falso che i casi della Banca Romana, ecc., ecc., fossero stati fedelmente narrati da Napoleone Colaianni; semplicemente per questo; il Colaianni non poteva accennare neppure ai più gravi e conclusivi documenti dell'inchiesta in corso! Quanto all'avverbio fedelmente, il Moscati ha voglia di scherzare. Forse egli non ha mai Ietto il volume del Colaianni. Dubito anzi che io abbia semplicemente visto citato... nel mio volume, dove infatti è ampiamente ricordato, sunteggiato e in parte confutato. Che fedeltà obbiettiva di narrazione dei casi della Banca Romana e delle loro ripercussioni sulla vita italiana dell'epoca è da attribuire a un libro dalle chiare e confessate intenzioni polemiche, che usci per giunta prima che si concludesse sia l'inchiesta parlamentare sia il processo giudiziario ? Il volume del Colaianni non è che un irruente e pittoresco.quaresimale politico, denso bensì di riferimenti e di dati, ma da prendere su con le molle; infarcito per giunta di tirate partigiane e demagogiche che con la et fedeltà storica non hanno proprio niente a che fare!
È vero che, essendo gli atti della Commissione dei Sette segreti, nel momento in cui il Colaianni scriveva il suo libro, non essendo stata neppure pubblicata la relazione Mordini, ed essendo note del procedimento giudiziario soltanto le conclusioni della sezione di accusa presso la Corte d'Appello, il Colaianni ha potuto servirsi delle indiscrezioni dei giornali. Il Moscati infatti afferma che nelle abbondanti pubblicazioni dei giornali contemporanei vi è tanto, che in verità, compiuta Ut lettura delle più che 700 pagine del Quilici, si ha l'impressione di avere appreso pochissimo o nulla di nuovo... . Ma il Moscati, ancora una volta deve aver avuto sentore a delle abbondanti pubblicazioni dei giornali contemporanei* esclusivamente... dal mio volume, dove infatti sono largamente riprodotte.... Come pensare diversamente ? Nessun goir-nale del tempo dico nessuno per conoscenza diretta e non per sentito dire ha pubblicato dell'Inchiesta dei Sette qualche cosa di più della Relazione e di qualche sunto degli Allegali alla medesima. I verbali degli interrogatori e delle contestazioni, dove è la materia veramente scottante e viva dell'inchiesta (la relazione è edulcorata e sommaria) furono in parte sottratti alla libera visione e depositati ntilVArchivio Segreto della Camera (elenchi delle sofferenze, infor-mazioni e atti nominativi chiesti dalla Commissione e ad essa affidati, riguardanti rapporti per ragione privata); in parte pubblicati molto più tordi negli Atti Parlamentari (Documenti). I pómi furono per la prima volta esaminati dal sottoscritto; quanto ai secondi (verbali degli interrogatori), né i giornali uè altri scrittori (mutile parlare del Colaianni il cai libro {era uscito parecchi mesi prima!) ebbero a pubblicarne più di qualche saltuario e breve stralcio, riguardante .questa o quella persona. Quanto all'asserzione che sui giornali contemporanei vi sia tutto il mio libro, et ultra, il Moscati (lo lasci dire a un giornalista) sopravvaluta la stampa quotidiana. Prima di tatto occorrerebbe uno sgobbo di parecchi anni (come purtroppo e toccato al sottoscritto) per sfogliare, scernere, annotate quanto stamparono i giornali italiani tra il '90 e il '95 intorno alle vicende della Banca Romana: e non so quanti studiosi della storia politica d'Italia preferirebbero sottoporli a simile esercizio, piuttosto che affrontare la lettura del mio volume, nonostante le sue 731 pagàie. Inoltre come affermare la tesi perintoria del Moscati che in quei giornali sia tutta la storia della grondo crisi politica, economica e morale d'Italia ? Prima di tutto è certo i giornali politici non fanno della storia, ma al massimo