Rassegna storica del Risorgimento

BANCA ROMANA ; ROMA
anno <1936>   pagina <783>
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Libri a periodici 783
Probabilmente hanno contribuito a sollevare la nostra interrogazione lo belle copertine
illustrate a piena pagina, che ricordano quelle di alcune buone riviste mensili di ameno luti ura.
Certamente la domanda non è dettato da manìa classificatrirc, ma è ispirata al desiderio che cosi
nobile fatica dell'Ufficio Storico possa trovare adeguata risonanza in un vasto pubblico di lettori.
Intanto evidente che la collezione non è riservata ai tecnici dell'arte militare, né è esclusi­vamente offerta, come documentazione, agli storici della grande guerra. L'Ufficio che l'ha voluta, i valorosi ufficiali che hanno compilato le varie monografie, con hi competenza del loro grado e con la passione di reduci, non hanno inteso di riservare ai dotti ed ai competenti i loro saggi, anche se si incontrano più o meno, nelle pagine narrative, i rilievi di carattere tecnico, le osservazioni critiche, le constatazioni, i consigli tattici, la trascrizione totale o parziale di documenti ufficiali, le cartine topografiche, le fotografie, e via dicendo.
Ma il fine precipuo di queste monografie è a nostro parere quello del ricordare: ricordare a quelli che combatterono, ed anche agli altri, ossia ai giovani, perchè essi sappiano come fu fatta la guerra, come si viveva e come si moriva allora, come si è lottato dalle Alpi all'Isonzo, dal Grappo alla foce del Piave, come si vinse, e come pertanto sia meraviglioso e sacro il sacrificio compiuto per la nostra Patria.
Dunque un fine celebrativo e propagandistico nel senso più elevato che si può dare a queste forse abusate parole.
Credendo di avere cosi colto esattamente il fine di queste pubblicazioni, resta ora a consi­derare se le medesime, sia per il contenuto, sia per la maniera di divulgarle, vadano vera­mente e largamente al popolo dei combattenti di ieri e al popolo dei combattenti di domani.
Ed è qui che ci assalgono i dubbi; ed è qui che noi vorremmo essere assicurati che codesta collana non debba indipendentemente da ogni buon volere marciare col passo e verso le mete cni sono destinate non poche pubblicazioni ufficiali: buone cioè per i fondi delle Biblio­teche, degli Archivi e dei Musei.
In questo caso una ricchezza ideale resterebbe quasi senza frutto.
Il rammarico nascente da questi dubbi si fa più vivo quando noi leggiamo ottime mono­grafie come quella, ad esempio, del generale Baldini, a proposito della prodigiosa opera logi­stica compiuta per assicurare all'esercito del Grappa i mezzi necessari alla prima accanita resistenza, e al mantenimento di quell'estremo baluardo.
Il miracolo dell'organizzazione che noi intuimmo hi quei giorni tremendi, quando dal Cadore, allora strenuamente e vittoriosamente difeso contro i Germanici, dovemmo scendere sino al Grappa, ci appare svelato, spiegato sapientemente esaminato dal generale Baldini, che sa richiamare alla nostra memoria le vicende più vive e più vere, e rivendica pienamente al nostro esercito il merito di quella resistenza, cui gli alleati contribuirono, sulle prime, soltanto con promesse e con verbali incoraggiamenti.
Non so quanto i personali ricordi abbiano valso a renderei particolarmente interessante ed emozionante questa narrazione; ma essa non pud a meno di commuovere e di avvincere, perchè sono i fatti che parlano, e non ci assordano frastuoni retorici da cui il dotto e sobrio scrittore molto opportunamente rifugge.
Né si allontana da questa maniera narrativa, e quindi dall'effetto che ne deriva, l'altra monografia dovuta al generale Pompilio Schiarini che ci dice dell epica lotta sostenuta nello altipiano di Asiago, quando sul cadere del 1917 il nemico, ancora una volta, tentava le sorti, là dove era Btata inutile la sua offensiva dell'estate del precedente anno. Dopo le due ultime settimane di passione che prendono il nome da Caporetto, gli Austriaci attaccavano difatti le nostre posizioni di Asiago, di Gallio, di Ferragli, sperando di poter decidere addirittura della guerra. I combattimenti di Asiago, di Gallio, di Monte Zomo, di Montefior, le molteplici azioni intorno alle Mclette appaiono in tutta la loro drammatica evidenza, nella narrazione del generale Schiavini, che sa mettere bravamente in luce la superba azione dei soldati, e la prontezza e la genialità dei comandanti. Anche questa monografia è corredata di carte, di schizzi topografici, di illustrazioni e di documenti, E quanti bei nomi gloriosi passano sotto gli
occhi!
Ed ecco un'altra monografia dovuta al generale Cado Goloso, che si è fatto storico delle gesta compiute dalla 65* Divisione, dal 15 luglio al 31 ottobre 1917, e cioè in un periodo quanto mai burrascoso.