Rassegna storica del Risorgimento

BANCA ROMANA ; ROMA
anno <1936>   pagina <784>
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Libri e periodici
Il generale Geloso, già Capo dì S. M. della Divisione, è narratore preoccupato dell'esattezza e della documentazione. Le sue pagine sembrano lo schema per una grande opera* per una narrazione epica. Ma appunto per questo suo dire rapido e conciso, riesce sovente effica­cissimo.
Più incline a fare considerazioni, anche di ordine morale, quasi fossero l'eco delle buoni: parole dette al combattente nelle circostanze più ardue, è il generale Giuseppe Porta ebe narra delle imprese compiute nel basso Piave, tra l'acqua e la fanghiglia, dal valoroso 82 Fanteria. In questa monografia e uno degli aspetti singolarissimi della guerra combattuta dogli italiani in condizioni che sembrerebbero impossibili, e là dove impossibile sembrerebbe il restare, anche senza l'incubo e la lotta col nemico. Un grande senso paterno, una tenera compren­sione anima il narratore, forse perchè vive davanti ai suoi occhi sono le figure dei suoi uomini martoriati da mule disagi, prima ancora che dal ferro austriaco.
A sua volta il tenente colonnello Carboni rievoca soldatescamente hi conquista ardimentosa e prodigiosa delle Alpi di Fassa. Narrare sobrio, quasi rude in certe espressioni, e sempre simpatico. E questa, tipicamente, la rievocazione di un comtattente che non si indugia a ricamare, a fantasticare e tanto meno ad esagerare, ma che lascia sorgere l'effetto in chi ascolta, quasi senza curarsene. Tale è la maniera dello scrittore, specialmente quando dice di certi episodi epici, come per esempio, quello che riguarda la conquista di quota 2354, e la difesa del Cauriol. Si apprende esattamente ed in particolare ebe cosa sia stata la guerre di alta montagna, e quale energia indomabile serbino nell'anima gli Alpini d'Italia.
Ed eccoci alle azioni della Brigata Reggio (45 e 46), che sono illustrate dal comandante della Brigata medesima generale Attilio Zinco ne. Il titolo della monografia La sorte di una bandiera ha la sua ragione di essere nel fatto che la bandiera del 46 reggimento, lasciata dopo strenua difesa, oltre il Piave, custodita colà da italiani durante la occupazione austriaca, viene poi ritrovata nelle parti essenziali, nelle giornate di Vittorio Veneto, dai soldati del Reg­gimento che del ricupero del vessillo avevano fatto una questione altissima di onore.
Ma questa monografia ci allontana alquanto, a nostro modesto parere, dalle maniere, dallo stile, e dall'ordine narrativo che abbiamo ammirato nelle altre, e particolarmente in quelle del Baldini e del Carboni. II generale Zincone indulge a considerazioni che ci sembrano evasioni* o almeno sono fuori del racconto strettamente guerresco, se anche riguardano la valorosa famiglia sarda di cui insistentemente egli fa l'apologia, richiamandosi anche a tradizioni sarde che sono troppo note, e a noti elementi storici od etnici.
Né sapremo esprimere un parere molto diverso a proposito dell'ultima monografia che abbiamo esaminato, e che si fregia del nome di una valorosa crocerossina, Mercedes Astuto. Un diario di guerra viene dichiarato dall'esimia Autrice questa pubblicazione; e però vi abbiamo cercato, quella freschezza, quella originalità, quella immediatezza che formano il valore e l'essenza di un diario, scritto in circostanze cosi eccezionali, e quindi, di necessità, eccezionale. Tuttavia in molte pagine ci è sembrato di sentire il sapore delle cose rimaneggiate poi, stilizzate poi, e con accento che ci ha lasciato talvolta non completamente soddisfatti.
Né qui vorremmo discutere su certi modi di considerare e giudicare il ferito o il morente: l'opera della crocerossina è troppo degna di ammirazione, e troppo alto riconoscimento essa ha avuto, perchè ci possa apparire lusinghiero esprimere nei riguardi della scrittrice, un qualche nostro disorientamento, o l'avvertire = forse con nostro errore di valutazione una certa discordanza fra questa monografia o capitolo della storia della guerra (che è pur storia della guerra) e gli altri capitoli di cui abbiamo detto sin qui.
Piuttosto ci piace concludere con. l'augurio che la Collana che l'Unicio Storico viene svol­gendo con tanta opportunità, acquisti se già non l'avesse una larga e ben meritata conoscenza oltre il campo degli studi, ossia fra il popolo.
PIERO ZAJIA