Rassegna storica del Risorgimento

BANCA ROMANA ; ROMA
anno <1936>   pagina <787>
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Libri e periodici
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il suo pensiero coinefilusofo e uomo politico d i fronte alla Russia, il Giusti lo pone u confronto colle varie correnti dell'Europa Occidentale e particolarmente colla concessione mazziniana. Anche se sembrano procedere verso uno scopo pratico uguale, fra loro esistono profonde divergenze teoriche. Entrambi invocano una nuova Era per l'Umanità, ma quella del socialismo Herzen, quella dell'j-lssociastonc Mazzini. Entrambi combattono per le Nazio­nalità, ma l'italiano le giustifica colla sua idea religiosa, il russo con principi di giustizia e di ragione. Entrambi subirono l'influenza saintsimoniana, ma in Herzen essa portò a una vistone fondamentalmente riformista dei problemi sociali e politici, invece ad una visione politicamente rivoluzionaria in Mazzini.
Entrambi amarono la Polonia, ma Herzen la guardò con occhio più critico, non conside­randola martire santa come Mazzini.
Ed amò molto l'Italia, ma quella del 1848, federalistica; fu deluso dall'Italia Unita, che gli sembrava borghese come la Francia, come la Germania. E cosi Herzen fini la sua -vita, solitario, in un Europa che non gli piaceva, lontano da una Russia nuova che non lo comprendeva. La critica che egli faceva al Mazzini, di non progredire cioè coi tempi, poteva ben applicarla anche a se stesso.
INGHILTERRA.
11. - [G. BAMBINI], L'Inghilterra contro la guerra del cinquantanove (Malmesbùry contro Cavour),
Estr. dalla Nuova Antologia, 16 marzo1 aprile 1936, pp. 40. U B andini ci fa seguire passo passo le complicate relazioni diplomatiche intercorse fra i diversi stati europei nel periodo immediatamente precedente la guerra del 1859, insi­stendo soprattutto sull'atteggiamento di Malmesbùry. Lo fa con ricchezza di documenta­zione tale da nuocere alle volte alla chiarezza. L'alleanza coll'Austria, l'aveva detto Giu­seppe Mazzini, doveva fatalmente portare l'Inghilterra ad ostacolare l'unificazione della nostra Penisola. H dure però che Malmesbùry abbia provocato Villafranca, ci sembra attribuire troppa potenza a quel Ministro che si era mostrato così inabile nelle precedenti trattative.
MALMESBÙRY - V. n. 11.
MASSARI (GIUSEPPE).
12. - E. Di CABLO, Giuseppe Massari e Vittorio Cousin. Estr. da Iapigia, a. VI (1935), n. 6,
pp. 7. Il Di Carlo pubblica una lettera di G. Massari al filosofo francese, del 5 giugno 1844, lettera che accenna alla polemica sorta allora a Parigi fra V. Gioberti e Giuseppe Ferrari a proposito di un articolo di quest'ultimo contro la filosofia cattolica italiana.
MAZZINI (GIUSEPPE) - V. n. 10.
MURATORI (LUDOVICO ANTONIO) - V. n. 8.
PROMESSI SPOSL
13. P. ZAJMA, Persone e figure de ni Promessi Sposi (notcrelle esegetiche), Fratelli Lega, Faenza,
1936, pp. 58. Benché non rientri direttamente nei nostri studi, non vogliamo tralasciare questo lavoro interessante e originale. Sono i personaggi dei Promessi Sposi che ci si presentano ad uno a uno nei brevi, vivaci ritratti dello Zama. Non individui, ma rappresentanti di categorie sociali sono questi esseri umani che il Manzoni abbassa ed innalza, colpisce o loda, nell'in­tento morale ed educativo che lo guidò sempre.
ORSI (PAOLO).
14. I. PCBRONI-GHANDX, Paolo Orsi bibliografo. Estr. da Brutium, a. XV, n. 1, pp. 12.
Paolo Orsi ci si rivela qui paziente bibliografo e ricercatore di fonti preziose non solo dal punto di vista archeologico ma anche per lo studio della storia dell' Italia Meridionale.