Rassegna storica del Risorgimento

BANCA ROMANA ; ROMA
anno <1936>   pagina <797>
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Vita doW Istituto
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PISTOIA- Il 4 maggio, sotto la presidenza del gr, uff. dott. Paleo Dacci, si è riu­nito nel Municipio il nostro Gomitato con l'intervento del Commissario prefettizio. Il Commis­sario ha confermata la promessa di provvedere a quanto occorre per la istituenda Sala del Risorgimento nella Biblioteca Forteguerri .
La biblioteca, che già molto possiede, che molto otterrà da privati generosi, primo fra i quali il Presidente del nostro Comitato, si e arricchita, nello scorso mese di maggio, di molti autografi, documenti, oggetti ed opuscoli del Risorgimento, donati dagli eredi di Filippo Civi-nini e di suo figlio Giuseppe.
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REGGIO CALABRIA. - Nella solita Baia della Biblioteca Comunale si è riunito la sera del 13 maggio u. s. il Comitato reggino del R, Istituto per la storia del Risorgimento Italiano.
h. stata data comunicazione di ricerche e studi vari, intesi a illustrare il contributo della Calabria alle -vicende del grande movimento rivoluzionario che portò all'unita e all'indipen­denza dell'Italia.
Il prof. Anfonso Frangipane ha letto una breve memoria su Pittori calabresi nel risorgimento italiano, ricordando insigni uomini calabresi, che furono a un tempo combattenti e artisti con anima riboccante d'entusiasmo. In particolar modo si è intrattenuto sulle téle d'ispirazione garibaldina di Andrea Cefaly.
Il prof. Giuseppe Morabito, infaticabile ricercatore di documenti relativi al risorgimento calabrese ha parlato d'un rarissimo opuscolo uscito a Lugano nel 1862 dalla Tip. Veladini, che contiene una anonima narrazione del fatto di Aspromonte, con particolari meritevoli di rilievo e di stadio, con lo scopo di esaltare l'impresa ardimentosa di Garibaldi.
Il comm. Luigi Alicroò Lenzi ha presentato uno studio, in cui ricostruisce, con notizie rare e in parte inedite, il Diario del viaggio compiuto da Ferdinando C in Calabria dal 2 al 9 ottobre 1852. In questa ricostruzione precisa ed interessante, sono poste in evidenza le con­dizioni materiali e politiche della Calabria in tempo di odi e di inesorabili vendette e sono ricor­dati uomini ed avvenimenti, che giovarono alla formazione della coscienza italiana.
U prof. Cosimo Zacconc, che si propone di studiare e illustrare il contributo di fede e di azione arrecato dai sacerdoti calabresi alla causa del Risorgimento italiano ha fornito notizie attorno a un processo penale a cui furono Sottoposti per il loro liberalismo il sacerdote Tra­pani e il sacerdote Passali, ambedue di Gallico.
Il Barone Raffaele Lombardi Satriani, benemerito folclorista calabrese, ha accennato ad alcuni stornelli in cui il popolo di Calabria manifesta con terribile naturalismo il suo odio contro i Borboni affascinanti documenti di vita popolare.
Tre comunicazioni sonò state fatte dal presidente prof. Ludovico Perroni Grande con la sua ben nota e apprezzata competenza. Dapprima egli ho parlato sul tema I poeti cala­bresi fi la lirica politica durante il Risorgimento italiano , tema nuovo, perchè nulla in propo­sito si trova nel volume di Giuseppe Tambara intitolato: La lirica politica del risorgimento italiano. U prof. Perroni- Grande ha fatto.-; cènno di un buon manipolo di poeti calabresi, che trassero ispirazione dalla politica durante le lotte dei liberali contro la tirannide, si è soffer­mato sopra un sonetto di Nicola Tarsia di Firmo, che è una condonna inesorabile del governo di Ferdinando H e sopra un sonetto di Domenico Mauro, che è una invettiva tagliente a pro­posito della cessione di Nizza.
Nella seconda comunicazione il prof. Perroni Grande si è occupato di un altro argo­mento nuovo corno il precedente ossia dei a Patriotti calabresi studiosi di Dante ; in ispeeie si e intrattenuto su Michele Beilo, uno dei cinque martiri di Geracc, che fu di Dante inter­prete sapiente in ima scuola privata aperta in Siderno e scrisse sull'allegoria della Divina Coni' media e sulle bellezze immortali del poema sacro, con sensibilità di pensatore e di artista.
In ultimo il prof. Perroni Grande ha riferito sopra un manoscritto donato da S. E, Anto* nino Arnie. Tale manoscritto contiene il racconto sullo sbarco e sulla fine di Gioacchino Murat a Pizzo, composto con abbondanti e eariosi particolari da Antonino Condoleo, nativo di Bagnara, ma vissuto per gran parte della sua lunga vita a Pizzo (1800-1892). Non è veramente