Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1936
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pagina
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804
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804
do Vecchi di Val Cismon
letteratura, la filosofia e la storia e suole usare come grimaldello per aprire tutte le porte una rispettabile parola, chiara tuttavia per definire in costoro uno sterile mal francese inconciliabile con la sanità fascista feconda di figli, il male della analisi solvente, la incapacità della sintesi: vogliam dire della parola critica . Chi non sa costruire critica. Chi non sa fare cerca l'errore in ohi fa. Tutti questi barcollanti, sterili negatori e dissolventi si guardano bene dal compiere la vera funzione della critica che è quella di negare le strade false per segnare quelle buone dimostrando di saperle seguire, di tagliare i rami secchi per curare il rampollare dei nuovi; o ignorano chi agisce, chi opera, chi costruisce credendo e fingendo di credere che la loro ignoranza apparisca superiorità oppure tentano la demolizione usando tuttavia le artiglierie delle quali dispongono. Tutto ciò quando non avviene quello che abbiamo già segnalato altre volte: che cioè ai costruttori accada di operare come in una assemblea di sordomuti salvo poi di vedersi in giro gente con la mano tesa per cercare di riscuotere il prezzo della costruzione.
Comunque il vociare polemico che si è fatto in questi ultimi tempi intorno alla storia del Risorgimento è da catalogarsi fra quello di gente fuori del Regime costruttore dell'Impero. Sente di vecchie rancide tesi demolitrici e negatrici dei valori spirituali e guerrieri della Patria, siano queste liberali o marxiste perchè entrambe figlie di comuni genitori che non hanno nulla a che vedere con la grande Madre Roma. Sente della stanchezza utilitaria estetizzante del vento nordico sceso sull'Italia dopo il 1870. Sente di storia scritta a tesi, ab irato, contro il Fascismo da qualche peregrino falso erudito e politico in fallimento, anche se talvolta gli scrittori hanno il beneficio benevolo di una tessera salvacondotto pietosa e non durevole.
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Segue a questo nostro scritto un articolo di Emilio Crosa. Egli risponde ad Adolfo Omodeo che ha creduto di leggere negli studi del Crosa sulla Costituzione del Re Carlo Alberto una lunga e grave serie di errori elencati con qualche precisione.
Il lettore, cui sarà molto facile la ricerca dei precedenti della polemica, troverà modo di istruirsi nel contrasto e nella discussione dalla quale non è possibile che non nasca una viva luce.
Anche per noi, cui compete la missione che abbiamo detto, simili contrasti servono a più chiaramente vedere quando l'atmosfera si fa più limpida dopo il temporale. Diremo subito che questa ossessione