Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <813>
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VINCENZO GIOBERTI E L'ON. ABATE GIOVANNI NAPOLEONE MONTI
DA LETTERE INEDITE
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Dopo il Rinnovamento Vasto successo Strascichi polemici e crucci dolorosi - La fine
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Oramai l'impaziente aspettazione degli amici e del pubblico stava per essere soddisfatta. A dare un' idea di queste impazienze basterebbero le parole che Giorgio Pallavicino rivolgeva all'amico filosofo, da Aixles-Bains, il 10 settembre: E quando pubblicherete voi l'opera vostra? io smanio di leggerla, e tutta la Penisola smania di leggerla . Perciò, appena le prime copie incominciarono a diffondersi nella seconda metà di novembre esse andarono a ruba con una rapidità che non aveva precedenti. Che quei lettori d'avanguardia vi si gettassero sopra avidamente è facile spiegare, quando si pensi alla curiosità appassionata che l'opera aveva destato sin dai giorni in cui ne erano corse voci ancora vaghe ed incerte ; al nome dell'autore, divenuto un segnacolo in vessillo ; alla materia annunziata, che doveva riguardare eventi e personaggi recentis­simi e in gran parte tuttora viventi, che si attendeva di veder trascinali dinanzi al tribunale d'un giudice così autorevole, come l'autore del Primato, cosi idolatrato degli uni, temuto e combattuto dagli altri.
Fra i primi e i non meno avidi in quella schiera di lettori il Rinno-vamento ebbe l'onore di contare il giovine Re Vittorio Emanuele e Camillo Cavour. A questo proposito ci soccorre ancora la testimo­nianza del reduce dallo Spielberg, il quale il 3 dicembre così scri­veva da Torino al suo Gioberti:
Siete taumaturgo. Voi faceste leggere due grossi volumi a un personaggio, che non ama troppo la lettura: non vi nomino il per­sonaggio; dovete indovinarlo. E non solo, mi dicono, egli ha letto
1) Lettere c't.t p. 155.