Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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816
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816
Vittorio Cimi
non quanto alle cose, che la verità noi consentiva, ma quanto al modo di esprimerle. Tuttavia mi consolai pensando che io aveva attenuato l'error del Chiodo (té I, p. 592, nota) e som ministratogli un filo con cui egli [qui, un eventualmente cancellato] può essere scolpato interamente.
Ma il cenno che tu mi dai intorno al proposito degli altri ministri novaresi, mi fa temere del contrario. Imperocché se quelli saranno tanto imprudenti da provocarmi a tornare su questo argomento, essi faranno ogni loro potere per unire al proprio nome quello del Chiodo, che per la facilità della sua natura non saprà forse dire di no. in tal caso, rispondendo, io non potrei più distinguere il Chiodo dagli altri, e salvar l'onor suo (più delicato come di militare) secondo il mio desiderio.
Per ovviare a questo pericolo, saria bene che qualche savia e prudente persona facesse conoscere al Chiodo il suo vero interesse. II quale esige che egli separi la sua causa da quella degli antichi colleghi. Ancorché gli altri parlino, tempestino, protestino egli taccia; ricusi di unire il proprio nome al loro; ed io m'impegno o rispondendo a quelli con iscritto separato (se ciò mi parrà opportuno) o in una seconda edizione del mio libro a prosciogliere esso Chiodo da ogni colpa, politica, senza pregiudizio del vero, insistendo sulla circostanza accennata nella detta nota; imperocché non si può condannare politicamente un ministro che neghi pubblicamente la verità, se si crede ') obbligato a farlo da necessità politica e del bene della patria, che politicamente parlando, va innanzi ad ogni altro riguardo. Così l'onore del Chiodo come soldato e come ministro sarà salvo.
Facendo questa proposta, io non sono mosso (e desidero che il generale ne sia ben capace) da timore o da altra considerazione personale. La sola ragione che mi muove, si è la stima che io porto a lui, il riguardo dovuto al grado insigne ch'egli occupa nella nostra milizia, il pensiero dei servigi che ha resi e di quelli che può rendere al nostro paese.
Quanto a me, qualunque sia il numero di coloro che protesteranno, sono sicuro della vittoria, avendo la verità e la giustizia da mia parte. I contrasti non serviranno che a farmi dir certe cose che ho taciuto per riguardo a' miei avversari e a dispensarmi da quella moderazione e pacatezza forse soverchia che ho usato nel libro testé uscito alla luce.
Non credo che tu conosca il Chiodo per poter adempiere" direttamente l'ufficio. Ma tu conosci il generale Bava, che è amico del Chiodo, e che per Io splendore del nome deve avere autorità non piccola sul suo collega. Ti prego adunque a comunicargli la presente, e io mi rimetto nella sua prudenza per tutto quello che crederà opportuno di fare in questo proposito.
1) TI Gioberti aveva scritto dapprima crédette.