Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <820>
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Vittorio Cian
buona parola. Egli disse* Quello ohe Gioberti asserisce di me so nou essere vero, ma intanto siccome colpì nel giusto parlando di tutti gli altri, eosì comin­cio a credere che sia verità quello che dice sul conto mio . Melegari trova la opera magnifica, ma si lagna di quello che dici a proposito di una sua disserta­zione, ed asseriva che tu spendi sei pagine a confutare quanto provò in 1000 e più. pagine. Balbo è in collera, ma pure conchiude esser meglio che le cen­sure partano da un Gioberti che non da altri, i quali non giunsero ad inten­derlo. Pinelli il commendatore è irritatissìmo. Una piccola prova l'avrai dalla lettera che scrisse alla Opinione ed al Risorgimento. Come vedi, tu finisci per essere un semplice Teologuzzo. Il buon uomo non si è avveduto che colla sua lettera ha lasciato travedere poco spirito e molta bile. Credo che tu non gli risponderai,1) perocché, la cosa andrebbe troppo per le lunghe. I Mal vini 2> sono i più. scandalezzati specialmente pel tuo giudizio su Carlo Alberto, al quale giudizio non potendo diniegare la verità, lo tacciano di impudente, perocché toglie alla salma quella aureola di martire ed inauguratore della indi­pendenza che essi gli hanno guadagnato sul campo di Novara.
Chi é più contento e soddisfatto è il Bocca, il quale spaccia le sue edizioni con una fortuna che credo inaudita.
Dopo qualche altro particolare in proposito, il Monti aggiunge, in vena d'iperbole:
Non andrà guari che [il libro] avrà fatto il giro del mondo. I giornali finora non ne hanno parlato, meno VOpinione che riferisce la tua Predica a Pio IX.
Si trovano alcuni insulti nel Cattolico di Genova e nell'Eco du Moni Blanc, ma son cose da ridere. Avrai ricevuto una lettera del generale Bava.
E due giorni dopo il 6 dicembre in risposta alla lette­rina ultima del Gioberti riscriveva il Monti che a le notizie di Parigi gli erano parse veramente strepitose e tali che egli e gli amici ne erano rimasti stupefatti e non mancava di almanaccarci sopra sobriamente. Ritornando poi di nuovo sul libro giobertiano, infor­mava l'amico che se ne erano spacciate 3000 copie, commentando: E Bocca trionfa . Infine pregava il Gioberti di tenerlo al corrente, se credeva, degli affari di costi, aggiungendovi un suo parere e
1) E cosi fa; e fu meglio, non solo perchè, come scrivo il buon Monti, la cosa sarebbe andata troppo per le lunghe, ma perchè le cose lnngbc diventan serpi e, cioè, nel caso nostro, la polemica sarebbe riuscita velenosa o punto edificante, data la qualità e la condizione dei due avversari che tutti sapevano essere stati amici fraterni.
2) Cioè i conservatori clericaleggiatiti, che si designavano anche col nome di a malve, o di retrogradi.