Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <821>
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Vincenzo Gioberti e Fon. abate Giovanni Napoleone Monti 821
offrendosi qualora stimasse opportuno, di farlo pervenire alle per­sone del governo o per mezzo del Farmi o del BertinattL
Il Gioberti aveva in certo modo prevenuto il desiderio dell'amico scrivendo, in data del 10, al Massari la lettera che questi inserì nel Carteggio giobertiano (III, p. 554-6) e che è un documento storico per molti riguardi notevole, anche perchè oltre il racconto del colpo di stato parigino, essa contiene, nell'ultima parte, quei consigli pel Governo piemontese che il Monti aveva sollecitato.1} Notizie, consi­derazioni e commenti sugli avvenimenti parigini lo stesso Gioberti rinnovava il 14 dello stesso mese, rispondendo all'amico, al quale segnalava la lettera scritta al Massari. Peccato che egli, in preda ad uno di quegli accessi di pessimismo politico ai quali si lasciava andare di quando in quando, uscisse in presagi addirittura catastro­fici anche nei riguardi del Piemonte. Egli stesso non esita a dire a lugu­bre il suo annunzio , che non avrebbe potuto essere più spaven­toso: a Cadrà scriveva lo Statuto e poi la Monarchia. I muni­cipali da prima e poi i retrogradi corranno i frutti che hanno semi­nati! (lett. XXH della serie Ferraris).
Dieci giorni dopo 24 dicembre riscrivendo al Monti, l'Esule, placatesi in lui le prime appassionate impressioni, mutava il tono e, direi, anche la sostanza dei suoi vaticini:
...Per ciò che riguarda il Piemonte* Massari ti avrà detto che oltre non aver tempo di scrivere, questo sarebbe affatto inutile, perchè certi rimedi ener­gici non sono adattati alla temperatura del paese. Benché il pericolo sia grave, non bisogna deporre ogni speranza atteso che possono nascere mille casi che dieno alle cose un corso insperato.
Se il nostro governo tiene buono, può sperar molto del benefizio del tempo. L'ordine nuovo di cose in Francia può durar qualche anno, ma è impossibile che si rassodi.
Ho inteso della malattia disperata del povero Bercbet. La è una grave perdita per gli amici e per l'Italia...
Quell'anno 1851 si chiudeva pel Gioberti con la soddisfazione d'un successo che doveva ricordargli i mesi gloriosi nei quali il Primato faceva risuonare il suo nome per tutte le terre d'Italia e per tanta parte d'Europa; ma al dolore sincero per la morte del suo Berchet si aggiungeva l'amarezza di aspre polemiche da lui stesso provocate nell'esuberanza
3) a lettera giobertiana sarà da leggere, nella sua integrità, nel cit. Carteggio Gioberti-Massari, pp. 4979.