Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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822
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822
Vittorio Clan
della sua passione che l'esilio e le delusioni politiche avevano esasperato talvolta sino oltre i termini del giusto. Il 20 dicembre egli rispondeva al Carutti : Alle antiche brighe se ne è aggiunta una nuova,11 quella dell'articolo-protesta del Rattazzi ch'egli diceva pieno da capo a fondo di bugie e di finzioni invereconde . E altre di queste brighe dovevano aggiungersi a turbargli e avvelenargli gli ultimi mesi della sua vita ancora così ricca di energie e, dopo tutto, anche di rinnovate, generose e luminose, speranze. E infatti in quella medesima lettera al Carutti egli scriveva:
Non deponghiamo le speranze: un miracolo pnò partorire dei miracoli, e non ne abbiamo noi uno vivo e presente nella lealtà e nella fortezza di Vittorio Emanuele ?
Nell'apprestargli armi per le nuove guerriglie politiche si mostrava, al solito, zelantissimo il Monti, che il 2 gennaio del '52 gli inviava una nota fatta per confermare il suo assunto Katazziano (sic), garantendo l'esattezza delle informazioni in essa contenute e consigliandolo ad appellarsi alla lealtà di quei Generali che vi figurano . Fra gli altri consigli che impartiva all'amico v'era quello di mostrarsi mite verso il Dabormida che sapeva avergli scritto; e inoltre lo informava che anche l'Abereromby, ambasciatore inglese, correva voce intendesse protestare. Ma anche aggiungeva una notizia confor-tatrice: Ti so novellamente assicurare che i figli di Carlo Alberto trovarono meraviglioso il tuo libro. Non escludono neanche quanto concerne il genitore .2)
l) Ricordi e Carteggio del MASSARI, III, pp. 55 9-60.
S) La Nota che il Monti inviava all'amico con questa lettera e che concerneva atti del ministero democratico compiti appena tu uscisti scriveva dal gabinetto si conserva insieme con la lettera ed è in un foglio scritto di mano di lui, del tenore seguente: Sullo scorcio del mese di febbraio (cioè addi 21) il ministro della guerra informava il generale maggiore Chaamovschi (sic) essersi dismesso ogni progetto che gli fosse comunicato rispetto alla Toscana. Nello stesso giorno si ordinava al generale Alfonso Della Marmora di disporre le truppe fra Sarzana e La Spezio, ma che non avesse a valicare il {confine Toscano a meno di ordine speciale. SI fatte disposizioni lasciano agevolmente arguire come i predetti generali fossero a parte di quanto erasi determinato, ecc., ecc. Il generale La Marmora mentre obbediva agli ordini ricevati, non si ristette dal far conoscere a S. M. Carlo Alberto quanto egli fosse spiacente della presa risoluzione, essendo che lo spirito repubblicano che si propagava nella Toscana poteva essere contaggioso (sic) per gli antichi Domimi del Re, e tanto più se ne accora in quanto che aveva lusingato i costituzionali del G. Ducato essere probabile l'intervento dei Piemontesi a ristabilire l'ordine in Toscana .
Si noti che il 16 gennaio di quell'anno *52 Sir Ralph Abercromby, che da dieci anni era a Torino come ministro plenipotenziario inglese, forse per la sua politica liberale presso il governo subalpino, partiva per la sua nuova destinazione dell'Aja.