Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <823>
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l'incenso Gioberti e VOTI, abate Giovanni Napoleone Manti 823
Il 7 gennaio il Gioberti ringraziava l'amico della nota epedi-tagli, assicurandolo della sua discrezione)). Aggiungeva:
La risposta a Rattazzi è finita, ma devo copiarla. Non ho potato farla in fretta, perchè non ho volato interrompere affatto certi altri studi che mi premono e che a causa dei libri onde abbisognano non potrei fare in altra occasione. Mi spiace l'aspettativa. La difesa è una cosellina come l'assalto, benché questo sia fatto da un accrescitivo.J)
Dava carta bianca al Monti per concertare col Bocca l'edizione. E a proposito del Bocca continuava:
Bocca rispose alla mia, dicendomi che sinora non ha venduto che 2300 copie del Rinn.; e che non si ò ancora rifatto delle spese. Questa notizia mi stupì come contraria alle precedute. Che dobbiamo conchiudere da ciò? Ohe il Bocca vuol darmi niente pel nuovo opuscolo; e che quindi piglia l'attitudine di un disgraziato. Oh librai I Oh editori 1 Griderebbe il Segnerà; sono tutti cosi. Io lo dico acciò stii all'erta; e anche gli dii destramente un pizzicotto. Ma sai che devi fare ? Frega il Bertinatti di farti compagnia nel parlare al Bocca. Egli cono­sce la regia libreria e lo farà arar diritto. Io voglio esser discreto, ma mi par giu­stizia di avere anche un po' di profitto. Tanto più che mi dà più noia questa rat-tazziana che la fatica durata nel Rinnovamento.
Alcuni giorni dopo il 16 gennaio l'Esule rispondeva ad un'altra lettera del Monti, del 14, con la quale gli aveva annunziato l'invio, fra l'altro, della versione del Giobbe del dottor Fava e lo aveva informato del Dabormida, cbe è talmente afflitto e dolente da far compassione . Ecco la lettera:
Ricevetti iersera il pacco dei libri e te ne ringrazio. Ne ringrazio pure il Boglini {sic); al quale dirai che nell'ode del Prati il merito del poeta è contrabbi­lanciato dal demerito del protagonista da lui eletto. Letto il Giobbe, ne scriverò al Fava; frattanto ti prego anticipargli le espressioni della mia riconoscenza.2)
1) Il Rattazzi, come, del resto, appare chiamai ente anche dalla lettera XXIII della serie Ferraris, del 27 gennaio v52.
z) L'ode del Prati non può essere che Jì 2 dicembre. A Luigi Napoleone. Canto di G. PHATI, Torino, Tipogr. Sociale degli Artisti, A. Pons e C, 1851, la quale coni.: Hai vinto. Or ben. Quel premio - della vittoria attendi? . Ma finisce con due strofe ardenti d'italianità iuvocatrice e, si direbbe, presaga del Cinquantanove.
L'altra pubblicazione era H Giobbe tradotto in terza rima con nuove illustrazioni del testo da ANGELO FAVA, Torino, Stamperia Beale, 1851. Segue una dedica affettuosa alla memoria di Enrico Dandolo e di Emilio Morasini, dei quali fi Fava, nativo dì Chioggia e partecipe alle Cinque Giornate, era stato precettore con cuore di padre . La Biblioteca Civica torinese serba appunto l'esemplare inviato dall'Autore al Gioberti lume della filosofia e delle lettere italiane in segno di ossequio .