Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <824>
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Vittorio Ciati
Ciò che mi dicesti dell'Abcrcromby mi colmò di stupore. Panni impossibile che la cosa sia vera. A ogni modo se senti dite qualcosa in proposito, tiemmenc informato. Ho avuti alcuni giorni di febbre che m'impedirono di copiarla Risposta e quindi di spedirla; giacché senza averne un esemplare presso di me, non mi arrischierei di impostarla, quando, se andasse in sinistro, non mi darebbe il cuore di ricominciare da capo, benché si tratti di un lavoro brevissimo, ma tanto più noioso per la materia. Per far presto, son ricorso a un amanuense; e oggi spe­disco a Bocca il primo quadernetto, a cui terran dietro due altri incirca della stessa forma. Per le correzioni non voglio dar carico al Bertinatti che è troppo occupato, e anche tiene un posto geloso ; e quando la cosa trapelasse, il topo 1J potrebbe aver per male che i suoi conti sieno riveduti da un gatto del mini­stero. Ne ho pregato il marchese Giorgio Pallavicino. Ma tutto ciò stia fra noi e il Bocca. Perchè anche riguardo al Pallavicino è bene che la cosa non si divulghi.
Raccomando al Bocca di elegger grossi caratteri e buona carta, affinchè l'esecuzione tipografica dia qualche rilievo a un opuscolo che ne avrà pochis­simo dal canto del contenuto.
H giorno dopo 17 gennaio il Gioberti riscriveva all'amico per ringraziarlo della lettera ultima e del libro delGualterio che gli era giunto. Un particolare riguardante la polemica dabormidiana cosi commentava:
Mi spiace dell'accoramento del D. Se avesse accettato il partito da me pro­posto al gen. Lamarmora ne sarebbe rimasto soddisfatto. Ma poiché il partito fu ricusato, la sola cosa che io posso fare è di pigliar occasione dal tocco che dà il Rattazzi de' miei portamenti verso il Dabormida negli anni scorsi, per parlarne brevemente in una nota; e mi studierò di farlo in modo (senza rinun­ziare però a' miei diritti) che amici del generale e il generale stesso non ne sieno malcontenti.
Del Gualterio mi riserbo a parlare in una 2a edizione del Rinnovamento. L'Appendice è scritta con somma moderazione e cortesia di modi; ma non mi persuade. Gli scritti privati non provano nulla contro le azioni pubbliche; e il modo che tenne C.(arlo) A.(Iòerto) per 16 anni nel governare è affatto incom­patibile colle idee risolute che gli attribuisce il Sig. Gualterio.
Una letterina del 23 gennaio è un documento caratteristico dello stato d'animo del Gioberti, polemista nato, che anche nelle manifestazioni più spontanee di esso, trovava il suo stile.
Ringrazio la Providenza che il gen. D. mi abbia reso impossibile di aggiu­star l'affare colla nota che ti avevo promesso. Egli avrebbe avuto in tal modo un mezzo trionfo; dove che ora dovrà rassegnarsi a un'intera disfatta.
1) Altra allusione, dispregiativa, non nuova, al nome di Rattanri.