Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <830>
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830
Vittorio Cimi
testamento e colla poca o ninna scienza che hanno delle lingue orientali, sono tuia guida molto fallace d'interpretazione.
Dopo una raccomandazione per le future trattative col Bocca circa ce l'articolo degl'interessi , mostrandosi desideroso di discrezione perchè i tempi sono difficili e impropizi agli editori non meno che agli autori , accenna in tono affettuoso ad una speranza che, purtroppo, il destino doveva troncare crudelmente:
La speranza che mi porgi di vederti quest'autunno m'incanta per mio conto; ma mi dà qualche inquietudine dal lato tuo. Del resto, ti parlerò di ciò altra fiata; perchè oggi la testa non mi regge.
H primo dei due poscritti ch'egli si sforzò di aggiungere a questa lettera, merita d'essere riferito:
Intendo in questo punto dal Massari che il povero Pinelli peggiora. Sono addoloratissimo del caso, e dell'aver parlato di lui nella mia B..(eplica) a H.(oncompagni). Quando scrissi quelle pagine non sapeva né meno che fosse infermo. Sventuratamente la mia Replica è partita ieri pel Piemonte. Altri­menti avrei tolto via tutto ciò che lo concerne. Assicurane pure gli amici.
E nel secondo poscritto, in un foglietto a parte:
Scrivo con questo ordinario al Massari di convenir teco (senza intervento di terzo) per decidere se non convenga sospendere per qualche giorno la pub­blicazione del mio opuscolo.1)
Del 24 di quel mese di aprile è una lettera del Monti col triste annunzio della morte del povero Pinelli:
Ti scrivo con la massima fretta per rifare la mia di ieri. Pinelli cessò di vivere ieri sera alle ore 9. Si crede per colpo apopletico, perocché mori appunto mentre i medici lo visitavano, perchè lagnavasi di un insolito formicola-mento d'una gamba che si stendeva sin al cuore.
Null'altro.
Per una distrazione singolare la lettera con cui il Gioberti rispose all'amico che, come s'è visto, gli aveva annunziato la morte del Pinelli, fu pubblicata dal Ferraris, sotto il n. XVII, con la data del 7 aprile, cioè di 16 giorni anteriore a quella morte. E sia pure che l'editore avvertisse in nota che, secondo lui, là vera data dev'essere il 7 maggio.
1) La lettera al Massari, pare in data del 18 aprile, è nel cit. Carteggio, pp. 524-5.