Rassegna storica del Risorgimento
MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1936
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pagina
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832
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832
Vittorio Cimi
Un poscritto seguiva, di questo tenore:
U ultima replica non dovrà uscire che col Preambolo che giungerà coati prima della fine del mese. Ti prego di raccomandare caldamente al Bocca che prima di tal tempo nessuno, nessuno assolutamente la legga.
Durante i mesi estivi e autunnali il carteggio fra i due amici si fa sempre più raro; rappresentato com'è nel gruppo Ferraris, da quattro lettere, e da tre sole nel nostro.
Nel primo è notevole la lettera XXVTII dell'll giugno per quanto vi si dice dell'auto da fé delle 1221 (invece delle 1222) copie della Replica, presenti e sorveglianti in rappresentanza del Gioberti, il Monti stesso ed il Massari. Ed è strano che non vi si faccia alcun accenno della lettera che il Monti aveva scritto all'amico il 5 di quel mese con notizie interessanti la sua persona in qualità di Presidente del Collegio Nazionale.1*
Il 6 luglio il Gioberti, approfittando di una privata occasione che gli si era presentata, scriveva all'amico per giustificarsi del lungo silenzio, dovuto al suo proposito di evitare l'incavalca mento delle lettere . Lo assicurava della salute antica ripresa, talmente che spero diceva che questa volta non mi verrà meno la virtù della perseveranza . Attendeva un'assicurazione simile da parte sua e di sua mano. Intanto gli esprimeva uno dei suoi soliti desideri:
Bramerei di avere i Cenni del Castiglione (sic) sul Pinelli e ne pregai il Massari. Mi raccomando all'uno o all'altro di voi per soddisfare a questo mio desiderio. Mi farai piacere di aggiunger questo libro alla nota degli altri che comperasti per mio conto e di mandarmi essa nota...
Con l'abituale sollecitudine il Monti rispondeva a questa lettera e ad un'altra successiva del 15 luglio (la XXIX di quelle
X) Parlava di una a ispezione che nel suo Collegio avevano eseguito i due e visitatori Bertoldi e Rayneri , i quali con le loro minuzie lo avevano tenuto siffattamente occupato per 15 giorni da non aver tempo da respirare. A proposito poi della legge del Boncompagni sul matrimonio la quale aveva incontrato varie opposizioni, notava come il fatto più singolare, l'atteggia mento di Gustavo Cavour, che in un suo discorso s'era mostrato ammiratore di essa, annunziando che nel Cimento avrebbe pubblicato una sua luuga dissertazione. E concludeva: a Come vedi, il Gustavo si allontana affatto daU'-rmoma. Il Conte Camillo parti per Londra e passò, credo, da Parigi, e ben voglio credere che sarà stato a visitarti. Il Monti, com'è noto, non s'ingannava.