Rassegna storica del Risorgimento

MONTI GIOVANNI NAPOLEONE ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1936>   pagina <834>
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Vittorio Cian
Dei cinque esemplari quello ohe è legato lo dono a Te carissimo ed è come quello che fu presentato al Re. E ciò ben conviene a chi considera Gioberti come re della intelligenza ed il re il degli amici.
E tre giorni dopo il 16 settembre esprimeva la fiducia cbe il sig. Calzone, al quale, sino dall'8 di quel mese, aveva consegnato le copie del suo discorso, gliele avesse già recapitate. Gli chiedeva frattanto informazioni sul conto d'un capitano Alberti, vivamente raccomandato dal Ministero della Guerra pel posto fattosi vacante nel suo collegio di censore della disciplina .1)
L'ultima lettera del Gioberti al Massari è del 10 ottobre; preziosa per l'accenno, sia pure troppo scarso al nostro desiderio, ch'egli vi fa al colloquio da lui avuto in Parigi con Camillo Cavour;*) l'ultima, al Pallavicino, è del 23 settembre e rivela il suo spirito sempre batta­gliero nelle allusioni caustiche al Dabormida (cui affibbia il nomi­gnolo di Cardinale , che, per un soldato era velenoso, perchè sino­nimo, in fondo, di sedentario e d'imbelle), e al D'Azeglio, designato non meno ingiustamente col soprannome di Asellus , e al quale
1) Indubbiamente si trattava di quell'Antonio Alberti, di Ventimiglia, che, nel '33, quale sottotenente d'ordinanza nella brigata Casale, frequentava la casa del Gioberti e cbe, sottoposto a interrogatorio, snocciolò imprudentemente e ingenuamente, i nomi degli altri assidui. Il Gio­berti avrebbe potuto rispondere al Monti nei termini nei quali aveva scritto, il 26 settembre del '33, al Pinelli. (Cfr. Lettere del Gioberti al Pinelli, ed. cit., pp. 5-6 e la mia nota relativa e poi Epistolario, I, p. 210, correggendo le indicazioni dell' Indicai.
H M onti scriveva dell'Alberti, capitano: (non so bene darmi ragione), ma nel 1833 lasciò in cuor mio alcune nugole cbe offuscano un tantino quella stima di uomo di carattere leale, forte e tal quale si addice ad un' insti tu zione che vive molto della onoratezza dei suoi ufficiali. Se non erro, queste nuvole nacquero dall'aver inteso cbe, imprigionato, aveva svelato qualche cosa che si riferiva a Te, carissimo. Non vorrei di sicuro tenermi in casa un uomo di questa fatta, se ciò fosse, e sarei troppo dolente di nuocergli colla mia opinione, se ciò non fosse. Nessuno meglio di Te potrò rischiararmi... .Aggiungeva in fine: Ti soggiungo, che nelle fazioni campali per la indipendenza si diportò da valoroso. Ha combattuto bene e venne rimeritato della me­daglia al valor militare . La deposizione fatta dall'Alberti nell'interrogatorio del 3 giugno *33, pubblicata dal Solmi nel noto articolo 12 costituto di V. Gioberti, in II Risorgimento italiano del 1911, pp. 27-8, se è un documento di imprudenza compromettente, non è di animo cat­tivo, ma, come scrisse il Solmi (p. 34), soverchiamente debole e timoroso di danno. Notevole nello stesso Costituto, il ricordo della gita fatta dal Gioberti, col Bertinatti e con l'Alberti, in casa del p. Boglino, per vedervi due lettere autografe del Foscolo, il che bene si accompagna con la notizia delle pagine autografe del Gioberti foscoliano, fatte conoscere da Edm. Solmi nel cit. articolo del Giornale storico, 61, 368-70.
2) Carteggio Gioberti-Massari cit., p. 561, ma tenendo conto delle Aggiunte fatte dallo stesso Balsamo-Crivelli, Torino, Bocca, 1922, p. 50 dell'estratto da II Risorgimento italiano, voi. XIV, fase. m-IV, dove il passo riguardante il colloquio, ricostituito nella sua integrità suona cosi: Mio buon Massari, quando si tratta di codesto paese [il Pianante} non accade più parlare di politico; giacché grazie alla saviezza di chilo regge do un olimpiade il bene per questo rispetto si è reso impossibile e non vi ha oggiinai altra elezione che del male. Io non lo dissi inulai al Cavour nella conversazione che ebbi seco .